Per i civili ucraini “nessun posto è al sicuro”

Bandiera Ucraina in un campo Bandiera Ucraina in un campo Max Kukurudziak on Unsplash

9 luglio 2024

 Il bombardamento russo dell’8 luglio e l’enorme impatto sui civili della strategia russa in Ucraina.

 Lo scorso mercoledì – 3 luglio 2024 – la UN Human Rights Monitoring Mission in Ukraine (HRMMU) ha pubblicato un report contenente il resoconto dell’impatto civile avuto dalla guerra in Ucraina nel trimestre marzo-maggio appena trascorso. Il documento – commissionato dall’Office for the High Commissioner of Human Rights (UNHCR) – riporta le gravi ripercussioni civili avute dall’accelerazione delle ostilità seguita alla fine dell’inverno, ed è stato previsto per essere discusso allo UN Human Right Council di Ginevra (UNHRC) oggi, 9 luglio 2024. Nel frattempo però, lunedì 8 luglio l’Ucraina è stata scossa dal peggiore bombardamento russo avvenuto negli ultimi quattro mesi, confermando ulteriormente il “terribile bilancio” civile della strategia di attrito da tempo portata avanti da Mosca.

 

La mattina di lunedì, l’esercito russo ha lanciato un massiccio attacco missilistico contro 7 dei 10 distretti ucraini. Più di 40 missili hanno bersagliato varie delle città principali del paese – incluse Kiev, Dnipro, Sloviansk, Kramatorsk e Pokrovsk – colpendo infrastrutture pubbliche, edifici residenziali e persino l’ospedale pediatrico “Ohmatdyt”, nella capitale. Stando ai dati attuali, i raid hanno causato 41 morti e più di 170 feriti, mentre ancora non è conosciuto il numero dei bambini coinvolti nell’attacco. L’atto è stato immediatamente condannato da numerose organizzazioni internazionali: la Direttrice Generale dell’UNICEF Catherine Russell si è definita “sconcertata”, e il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres lo ha fermamente deplorato. Volver Türk – Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite – ha esclamato che “Ogni attacco su un ospedale pediatrico è abominevole”, e ha aggiunto che “chiunque abbia potere deve fare tutto il necessario affinché atti simili cessino immediatamente”. Contemporaneamente, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha indetto una riunione straordinaria per discutere sull’accaduto.

 Purtroppo però, per quanto la notizia abbia suscitato indubbiamente un’indignazione straordinaria, l’episodio in questione è soltanto l’ultimo di una lunga scia che affligge il conflitto in Ucraina fin dal suo inizio. Fin dai primissimi giorni di guerra infatti, ovvero da quando l’inaspettata resistenza ucraina privò i russi della prospettiva di conquistare Kiev senza sforzi, il coinvolgimento dei civili nelle ostilità è divenuta una costante della strategia di vittoria da parte di Mosca. Da anni i bersagli civili vengono presi di mira dagli sbarramenti per svariati motivi, come smorzare la resistenza nelle città, minare le infrastrutture ucraine e aumentare i costi della guerra per l’avversario, o come arma psicologica. I russi colpiscono regolarmente i civili ucraini anche involontariamente – per esempio a causa della mancanza di munizionamento balistico ad alta precisione – creando così una situazione di incertezza generalizzata nella quale, realmente, nessun posto è mai al sicuro.

 Comprensibilmente, le conseguenze di tutto questo sono state devastanti per la popolazione. Già il 24 febbraio 2024 – a due anni di distanza esatti dall’inizio dell’invasione – il World Food Programme ha rilasciato un documento che contava più di 10.000 civili uccisi per cause relative al conflitto, stimando inoltre 6 milioni di sfollati all’interno dei confini ucraini e altri 8 milioni rifugiati al di fuori del paese – una delle migrazioni di massa più imponenti dalla fine della Seconda guerra mondiale. In particolare, il report evidenziava proprio come tali numeri fossero influenzati direttamente dall’approccio bellico di Mosca, specificando anche che circa un terzo della popolazione stia soffrendo (o abbia sofferto) di disagi psicologici gravi a causa dell’ansia costante di un bombardamento improvviso. Sempre secondo il WFP invece, dopo due anni di scontri quasi un quarto della popolazione ucraina vive ormai in povertà, mentre una famiglia su cinque soffre di una condizione di insicurezza alimentare. In gran parte del paese gli attacchi hanno causato ripetutamente interruzioni nell’approvvigionamento di acqua, luce e gas, così come hanno danneggiato gravemente i campi e le fattorie e paralizzato l’agricoltura, costringendo milioni di persone a dipendere dagli aiuti umanitari per sopravvivere.

 In un simile contesto, l’inizio del 2024 si è configurato come un periodo di ulteriore preoccupazione per gli osservatori internazionali. Nel report citato all’inizio dell’articolo, l’HRMMU ha denunciato come il disgelo dell’inverno abbia condotto ad un nuovo intensificarsi delle ostilità, che Mosca – anche a causa delle carenze materiali sofferte attualmente delle forze armate ucraine e dei limiti tempistici della filiera degli aiuti occidentali – ha tentato di sfruttare rinnovando la pressione in vaste aree del fronte, specialmente nel nord-est del paese. In marzo, questo si è tradotto in una violenta campagna di bombardamenti contro le infrastrutture energetiche ucraine che ha lasciato milioni di persone in assenza prolungata di acqua e luce, mentre ad inizio maggio è stata lanciata un’importante offensiva nella regione di Kharkiv con l’obiettivo di riconquistare la seconda città più grande del paese.

 Sempre secondo il report, tra il 1° marzo e il 31 maggio 2024 gli attacchi hanno provocato almeno 436 morti civili e più di 1760 feriti, con il mese di maggio che singolarmente ha registrato il più alto numero di vittime su base mensile dall’inizio del 2023. Mentre Daniell Bell – Capo di Missione dell’HRMMU – è intervenuta sottolineando la gravità dei danni causati alle infrastrutture energetiche e le conseguenze che questi hanno avuto e avranno sulla popolazione, in particolare in vista del prossimo inverno, alcuni osservatori dell’ONU hanno individuato l’incremento dell’utilizzo di armi aria-terra ad alto potenziale durante gli attacchi e di tecniche riprovevoli come il “double tap” come driver fondamentali alla base della crescita delle vittime civili nel conflitto. Le Nazioni Unite esprimono preoccupazione anche per le potenziali rappresaglie ucraine, alla luce dei numerosi droni che giornalmente colpiscono la Russia specialmente nelle regioni di Belgorod, Briansk e Kursk.

 

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di Leonardo Guidi

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