Freddo estremo in Afghanistan uccide 160 persone

Kabul, Afghanistan Kabul, Afghanistan Mohammad Mehdi Rezai via Unsplash

Le ondate di freddo record in Afghanistan raggiungono i 33 gradi sottozero e causano la morte di 160 persone e di 80 mila capi di bestiame.

L’Afghanistan sta attraversando uno degli inverni più freddi degli ultimi decenni. Le temperature record registrate sono sotto i 33 gradi e le conseguenze sulla popolazione civile sono drastiche. Secondo quanto dichiarato dal portavoce talebano Shafiullah Rahim del Ministero per la gestione dei disastri, nelle ultime due settimane le temperature senza precedenti nel territorio afghano hanno causato la morte di oltre 160 persone e di 80 mila capi di bestiame. 

La devastante condizione metereologica si somma alla grave crisi umanitaria in atto. L’impatto del freddo incontra infatti una società occupata a fronteggiare le conseguenze di questa crisi: insicurezza alimentare, malnutrizione, condizioni igienico-sanitarie precarie. Secondo le ultime stime del World Food Programme, l’insicurezza alimentare colpisce gravemente oltre 19.9 milioni di persone, mentre 6 milioni ne stanno affrontando un livello di emergenza.

Inoltre, preoccupano particolarmente le condizioni degli sfollati interni (IDPs) del paese. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari, dall’inizio del conflitto afghano e in seguito alla conquista del potere dei talebani, sono circa cinque milioni le persone senza un’abitazione sicura, dunque maggiormente esposte e sensibili a queste gravi condizioni metereologiche.

L’instabile situazione interna del paese è inoltre aggravata dalle misure contro le donne introdotte dal nuovo governo talebano. All’obbligo del velo, severamente punito in caso di violazione, e al divieto di frequentare le strutture scolastiche si somma la proibizione di lavorare nelle organizzazioni non governative. Questa recente misura indebolisce fortemente le strutture di assistenza umanitaria presenti nel territorio che si avvalgono di forza-lavoro femminile. La carenza di aiuti umanitari nel territorio – l’assistenza internazionale allo sviluppo era infatti stata sospesa subito dopo la conquista del governo talebano – viene dunque aggravata da questa misura legislativa contro le donne.  

La grave situazione umanitaria nel paese, ora fortemente aggravata dal freddo record registrato, rende ancora più necessario l’intervento delle organizzazioni internazionali e l’invio di operatori umanitari nel territorio. La carenza di assistenza umanitaria attuale rischia di peggiorare e indebolire ancora di più l’instabile situazione interna afghana. Come dichiarato dal World Food Programme, l’assistenza alimentare e nutritiva deve essere fortificata anche in vista delle recenti condizioni climatiche. 

 

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By Federica Tognolli



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