L’UNHCR intensifica l’assistenza ai rifugiati e richiedenti asilo in Etiopia

Un'operatrice dell'UNHCR a lavoro in un campo profughi Un'operatrice dell'UNHCR a lavoro in un campo profughi Hosien Azour via Unsplash

9 Dicembre

La comunità internazione offre maggior sostegno umanitario all’Etiopia 

In occasione della conferenza stampa tenutasi a Ginevra, Rappresentante dell'UNHCR in Etiopia, Mamadou Dian Balde, ha illustrato le misure di assistenza umanitaria a rifugiati e famiglie sfollate nel nord dell'Etiopia. Nelle regioni del Tigray, Afar e Amhara, la firma dell’accordo di pace ha consentito una maggiore accessibilità agli aiuti umanitari e ad altre tipologie di assistenza. L'UNHCR è riuscito ad inviare 61 camion nel Tigray, all’interno dei quali 2.400 tonnellate di beni necessari - medicine, kit sanitari, coperte, articoli per la casa - erano trasportati. A ciò si aggiunge anche l’invio di 20.000 litri di carburante per garantire il trasporto di soccorsi.

L'UNHCR ha ripreso con facilità  le operazioni di soccorso anche in località secondarie come Maichew, Adigrat e Abi Adi, n collaborazione con il Servizio per i rifugiati e i rimpatriati del governo etiope (RRS) e altri diversi partner. Ad esempio, Balde riporta che più di 7.000 rifugiati eritrei rimasti bloccati nel Tigray occidentale sono stati trasferiti nella regione di Amhara. Con il ritorno della pace,le generazioni più giovani sono tornate a a condurre una vita normale, come ad esempio ritornare a studiare a scuola. Ad Afar, oltre 900 rifugiati e sfollati eritrei sono stati finalmente trasferiti in diverse sicure località, come la capitale regionale Semera e il campo di Barahle.

Con l’obiettivo di fornire soluzioni più durature, solide e umane, il Rappresentante ha sottolineato l’importanza di mantenere un’assistenza continua e coordinata. L'UNHCR infatti sta lavorando da anni in collaborazione con le autorità del nord dell’Etiopia per sostenere 2,1 milioni di sfollati interni attraverso il rifornimento di protezione, consulenza e assistenza sanitaria. In aggiunta, la comunità internazionale ha anche aiutato oltre 50.000 sfollati interni a ritornare volontariamente nelle proprie dimore nel Tigray, Afar e Amhara. Per concludere, il Rappresentante fa appello alla comunità internazionale affinché continui con un sostegno economico-finanziario e tecnologico alla comunicazione.  

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By Alessia Bertola



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