Raggiunto accordo di pace tra il governo etiope e il Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè

Donne e bambini aspettano in un centro di distribuzione di alimenti nel Tigray, in Etiopia. Donne e bambini aspettano in un centro di distribuzione di alimenti nel Tigray, in Etiopia. Photo by WFP/Claire Nevill

2 Novembre 2022

Le parti in conflitto nella regione settentrionale del Tigray in Etiopia hanno concordato una “cessazione definitiva delle ostilità” a poco più di una settimana dall'inizio dei colloqui formali di pace in Sudafrica.

Mercoledì 2 novembre è stato raggiunto un accordo di pace mediato dall'Unione africana e dall'ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo. I negoziati sono iniziati il ​​25 ottobre a Johannesburg e si sono conclusi dopo 10 giorni. L'accordo prevede l’immediato disarmo, l’interruzione di ogni forma di conflitto e propaganda ostile, e obbliga le parti in causa a consentire l'accesso alle organizzazioni umanitarie. Il governo etiope si è inoltre impegnato a ripristinare i servizi pubblici nella regione del Tigray, nel nord dell'Etiopia, dove le comunicazioni, i trasporti sono stati interrotti dallo scoppio del conflitto. 

La guerra deriva da una catastrofica rottura delle relazioni tra il Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè (TPLF), un movimento di guerriglia diventato partito politico che ha dominato l'Etiopia per 27 anni, e il presidente Abiy. Lo scontro di queste due fazioni ha portato ad uno dei peggiori conflitti in corso del mondo. Una grave crisi umanitaria che ha lasciato più di 5 milioni di persone senza cibo, secondo il Programma alimentare mondiale. 

I leader mondiali stanno reagendo con ottimismo dopo l'annuncio dell’accordo. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha elogiato le parti e i mediatori per aver raggiunto la cessazione delle ostilità, promettendo il pieno sostegno delle Nazioni Unite. Il capo degli affari esteri dell'Unione europea, Joseph Borrell, ha insistito sulla necessità di "una rapida attuazione dell'accordo" e ha sottolineato la necessità di "riprendere l'accesso umanitario in tutte le aree colpite e ripristinare i servizi di base". Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha elogiato l'Unione africana per "i suoi sforzi straordinari per portare la pace nel nord dell'Etiopia".

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di Jasmine Labed 

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