Urge rispettare gli obblighi verso gli afgani

Bambini corrono su un selciato desolato Bambini corrono su un selciato desolato Photo by Sohaib Ghyasi on Unsplash

25 agosto 2021

Save the Children avverte circa le necessità degli afgani intrappolati tra il conflitto e le esigenze umanitarie

I Talebani hanno preso il controllo della maggior parte del territorio afgano, causando terribili sentimenti di paura e disperazione all’interno della popolazione. Durante le ultime settimane, file interminabili di persone si stanno accalcando presso l’aeroporto di Kabul per fuggire dal paese: particolarmente sconvolgenti le scene ritraenti genitori che affidano i propri bambini ad uomini sconosciuti al fine di garantir loro una vita migliore, lontani dalle crudeltà del regime talebano. Eppure, appare evidente che la vasta maggioranza della popolazione civile non avrà la possibilità di salire a bordo di uno di quegli aerei promettenti la libertà, essendo destinati a rimanere bloccati in Afghanistan e a dover convivere quotidianamente con le atrocità perpetrate dalla nuova fazione dominante.

Chris Nyamandi, Direttore Nazionale di Save the Children per l’Afghanistan, ha espresso tutte le sue preoccupazioni circa la situazione attuale, ribadendo la necessità di non abbandonare gli afgani e il dovere della comunità internazionale di rispettare gli obblighi nei loro confronti. Come ricordato da Nyamandi, nel 2020 Save the Children è riuscito a fornire a circa 1.6 milioni di afghani supporto e assistenza umanitaria, contribuendo a mitigare l’impatto del conflitto su di loro. Ciononostante, dati gli ultimi sviluppi, tutte queste attività sono state sospese. Save the Children, come tutte le altre organizzazioni non governative operanti nel paese, assicura di avere l’intenzione di rimanere in Afghanistan e continuare ad aiutare le persone colpite dalla guerra. Infatti, dalla fine dello scorso maggio, il numero degli sfollati interni e dei civili in disperato bisogno di soccorso è più che raddoppiato, con circa mezzo milione di afgani –compresi 330.000 bambini- che hanno perso le proprie abitazioni, secondo quanto riportato da Save the Children. Di conseguenza, diverse migliaia di famiglie non hanno accesso ad un riparo adeguato, acqua potabile e cibo in sufficienza, sorgenti di elettricità e servizi medici. Oltre alla distruzione causata dagli scontri armati, il conflitto ha anche determinato un aumento esponenziale dei prezzi e il collasso del sistema bancario, esacerbando le difficoltà economiche di molti nuclei familiari. Inoltre, l’imposizione della Legge Islamica predicata dai Talebani solleva profonde preoccupazioni circa i diritti delle bambine e delle ragazze, dal momento che esse saranno con ogni probabilità soggette a matrimoni forzati e sarà impedito loro di frequentare le scuole, pregiudicando irrimediabilmente la loro crescita personale e la loro istruzione.

Per questi motivi, risulta fondamentale per l’intera comunità internazionale -comprendente sia organizzazioni internazionali sia governi nazionali- continuare a lavorare allo scopo di assicurare che le operazioni umanitarie all’interno del paese possano riprendere prima possibile senza affrontare ulteriori ostacoli. Per fare ciò, le priorità consistono nel raccogliere fondi adeguati per finanziare tali attività ed accertarsi che il transito di beni e servizi essenziali sia sicuro e scevro di pericoli.

 

Fonti: 

https://reliefweb.int/report/afghanistan/we-cannot-abandon-afghanistan

 

Autore: Gianpaolo Mascaro

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