Saleema Rehman: una storia che racconta la verità

Una madre con sua figlia Una madre con sua figlia © Photo by FG Trade on iStock

Oggi Saleema Rehman è una nota ginecologa in Pakistan, il suo Paese, ma la sua storia non è cominciata in un modo facile. Al contrario, la sua nascita è stata difficile e ci si aspettava che morisse, dato che sua madre, una rifugiata, faticava ad ottenere assistenza medica. 

La ragazza lottò contro una lunga serie di difficoltà e ostacoli, soprattutto a causa del suo status di nascita di rifugiata, ma ciò non la preoccupò mai troppo poiché lei era, come racconta, una delle poche donne a sedere nei banchi di scuola, nonostante le critiche da parte del suo villaggio e dell’intera comunità. Saleema rimase fedele ai suoi principi e, dopo aver fatto richiesta per l’università per due anni consecutivi, ha finalmente ottenuto l’unico posto annualmente riservato a un rifugiato per studiare medicina nella provincia pakistana del Punjab. Successivamente, si è specializzata in ginecologia dopo essere stata nuovamente scelta per risiedere al Rawalpindi Holy Family Hospital, anch’esso situato nel Punjab.

Tuttavia, il sogno di Saleema non era semplicemente quello di lavorare in ospedale, nonostante il complesso dell’Holy Family sia stato successivamente dichiarato un centro di prima risposta COVID-19. Infatti, lei ha sempre desiderato aprire una sua clinica per assistere molte famiglie di rifugiati che non potrebbero altrimenti permettersi i costi della sanità. Finalmente, anche questo sogno si è avverato nel gennaio di quest’anno, quando Saleema ha ottenuto la licenza per aprire una clinica ad Attock. 

“L’apertura di questa clinica è stato davvero un grande evento per noi”, dice Anila, uno dei pazienti rifugiati afghani di Saleema che non avrebbe altrimenti potuto permettersi il costo delle esose cliniche nel suo Paese. Nella sua struttura, Saleema sta anche promuovendo pratiche di igiene e sfatando falsi miti riguardo ai vaccini antI-COVID-19. 

Alla fine, tutto il suo lavoro ha spinto l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) a premiarla con il prestigioso Riconoscimento regionale per i rifugiati per l’Asia, un premio annuale che onora tutti coloro in prima linea nella lotta per aiutare i rifugiati e le persone sfollate o apolidi.

 

Fonti:

https://www.unhcr.org/news/stories/2021/9/614c7fe04/afghan-refugee-doctor-dares-women-girls-dream.html

 

Autore: Pasquale Candela; Editor: Valentina Cova

 

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