Siria, nuovo report delle Nazioni Unite descrive nuove stime per le vittime civili

Desolazione a Daraa, Siria Desolazione a Daraa, Siria Mahmoud Sulaiman su Unsplash

29 giugno 2022

Un recente studio ONU getta nuove luci sulla drammaticità della guerra in Siria dal punto di vista della popolazione civile

 Il 28 giugno l’Ufficio per i Diritti Umani dell’ONU (OHCHR) ha pubblicato un report contenente un nuovo studio che elabora nuove stime riguardo il numero di civili morti nella guerra civile siriana. Le conclusioni descrivono uno scenario ancora più drammatico di quello conosciuto fino ad oggi. Infatti, in dieci anni di guerra sarebbero almeno 306.887 i civili rimasti vittime del conflitto, che si traduce in 83 morti ogni giorno, dunque l’1,5% della popolazione totale del paese. Di queste morti, 143.350 sono riportate in maniera dettagliata; le altre 163.537 sono state stimate utilizzando metodi di calcolo statistico innovativi come l’imputation e il multiple systems estimation, al fine di calcolare il numero approssimativo di morti non documentate. 

 Michelle Bachelet, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha condotto  una conferenza stampa nella quale ha espresso  le sue considerazioni personali sui risultati del report, nonché dell’importanza di questi ultimi al fine di sensibilizzare la società civile e di lavorare a possibili soluzioni per alleggerire la pressione del conflitto sui civili. Bachelet ha fatto notare come “il numero delle vittime legate al conflitto in questo rapporto non sono semplicemente un insieme di numeri astratti, ma rappresentano singoli esseri umani,” e come "il lavoro delle organizzazioni della società civile e dell’ONU nel monitoraggio e nella documentazione dei decessi legati ai conflitti è fondamentale per aiutare le famiglie e le comunità a scoprire la verità, cercare la responsabilità e perseguire rimedi efficaci."

 Queste nuove stime dimostrano anche che  le fazioni attive nel conflitto abbiano fallito nel fare rispettare il diritto umanitario internazionale, specialmente nell’ambito della protezione dei civili. Lo stesso Alto Commissario ha chiarito che questi dati trovati tengono conto solamente dei civili morti direttamente a causa delle operazioni militari. Ciò significa che le persone decedute per mancanza di cibo, acqua potabile, cure, e servizi igienici basilari non sono state considerate nel conteggio e che il numero delle vittime civili della guerra civile siriana sono molte di più. 

 

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di Ignazio Alcamo

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