Primi attacchi nel nord-ovest della Siria dall’implementazione del cessate il fuoco

 Fiamme si espandono dopo un attacco aereo contro un edificio nella provincia di Idlib Fiamme si espandono dopo un attacco aereo contro un edificio nella provincia di Idlib Omar Haj Kadour/ AFP VIA GETTY IMAGES

6 giugno 2020

Dopo tre mesi di relativa calma, la Russia ha lanciato raid aerei contro il maggior bastione dei ribelli nel nord-ovest della Siria

Dopo una serie di conversazioni a Mosca tra Putin e Erdogan, il 5 Marzo i due leader avevano raggiunto un compromesso per una tregua nella regione siriana di Idlib, che prevedeva inoltre la creazione di un corridoio di sicurezza e la realizzazione di pattugliamenti coordinati tra gli eserciti russo e turco. Il cessate al fuoco aveva interrotto una campagna terrestre e aerea lanciata dalle forze del governo siriano e da quelle del suo alleato, la Russia, che durava da piú di tre mesi e ha causato la morte di centinaia di civili e costretto piú di un milione di persone a fuggire al confine con la Russia. Purtroppo, giugno è iniziato con una ripresa degli attacchi che mette in pericolo il giá fragile accordo. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), il 2 giugno aerei da guerra russi hanno colpito le zone di Jabal Al-Akrad e Sahl Al-Ghab, un’area dove le province di Hama, Idlib e Latakia si incontrano, uccidendo almeno due civili.

É importante sottolineare che dall’inizio del cessate al fuoco in Marzo, nella “zona di distensione stabilita a Settembre 2019, la sensazione era quella di una “calma apparente”. Infatti, il regime siriano di Bashar al-Assad ha continuato a sferrare attacchi, quasi giornalmente, contro varie posizioni nelle mani dei ribelli. Nonostante ció, negli ultimi tre mesi circa 120,000 sfollati sono tornati nelle loro case e comunitá, secondo i dati forniti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Le ultime settimane sono state caratterizzate da segnali preoccupanti, come l’intensificarsi della mobilitazione di sia di truppe del governo che dei gruppi di opposizione, rappresentati dalle fazioni ribelli cosí come dai militanti jihadisti di Hayat Tahrir al-Sham, che controllano parte della regione. Questo era un chiaro indizio di un possibile riacutizzarsi della violenza, come infatti è accaduto all’inizio del mese.

La regione nord-occidentale della Siria rimane l’ultimo teatro di una guerra iniziata nel 2011 durante la quale 380,000 sono state uccise, quasi la metá dell’intera popolazione (22 milioni) é stata costretta a fuggire, e circa 550,000 civili sono diventati rifugiati. È l’ultimo bastione nelle mani dei ribelli, appoggiati dal governo turco, che non è ancora stato completamente riconquistato dal regime di Assad, sostenuto dal Settembre 2015 dalla Russia. Il cessate al fuoco ha rappresentato senza dubbio un passo in avanti importante verso una soluzione negoziata del conflitto, e il mese di Maggio è stato il meno mortifero dall’inizio della guerra, con “solo” 71 vittime civili, secondo il SOHR. Tuttavia, le offensive da parte della Russia degli ultimi giorni mostrano, una volta di piú, che la fine delle ostilitá è ancora distante.

 

Per saperne di piú:

https://www.reuters.com/article/us-syria-security/russia-turkey-agree-ceasefire-deal-for-syrias-idlib-idUSKBN20S161

https://www.aljazeera.com/news/2020/06/russian-air-raids-target-nw-syria-time-months-200603153449937.html

https://www.dw.com/en/russia-carries-out-first-syria-airstrikes-in-three-months/a-53668448

 

Autore: Michele Pitta

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