Siria: due mesi senza vittime civili negli attacchi aerei russi

Aerei militari russi attaccano obiettivi in Siria Aerei militari russi attaccano obiettivi in Siria Financial Times

2 giugno 2020

L’Osservatorio Siriano sui Diritti Umani riporta 21 morti appartenenti all’ISIS e nessuna vittima civile; ma ospedali e scuole subiscono danni

A maggio sono ricorsi 4 anni e otto mesi dall’inizio delle operazioni russe in Siria e per il secondo mese consecutivo non ci sono state vittime tra i civili negli attacchi aerei. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (OSDH) ha documentato l’assenza di vittime civili nelle operazioni aeree russe nel mese precedente grazie all’accordo per un cessate il fuoco tra il Presidente russo e quello turco siglato nel mese di marzo. Al contempo, gli attivisti dell’Osservatorio hanno riportato 21 morti ISIS negli attacchi russi nel deserto in aprile. Tra il 30 settembre 2015 e il 30 maggio 2020 OSDH ha documentato 8649 uccisioni di civili nel conflitto siriano compresi 2098 bambini. 5293 sono state invece le vittime dell’Isis e 6128 le uccisioni dei combattenti di Hayat Tahrir al- Sham, il Partito Islamico Turco, che con quelle dei combattenti arabi e stranieri hanno portato ad un totale di 20 070 vittime.

Queste ultime notizie arrivano insieme a gravi preoccupazioni per le scuole e per gli ospedali siriani. Sempre a maggio Amnesty International ha contato 18 attacchi aerei e terrestri su scuole e strutture ospedaliere evidenziando il coinvolgimento russo in almeno un attacco che ha messo fuori servizio un ospedale. La direzione sanitaria di Idlib aveva contato, precedentemente, danni a dieci strutture mediche a causa di attacchi siriani o russi che avevano provocato l’uccisione di nove operatori sanitari, mentre dozzine di altre strutture erano state costrette a chiudere. Secondo l’ONG Hurras (Rete siriana per la protezione dei minori) 28 scuole sono state colpite da attacchi aerei e terrestri nel gennaio e febbraio del 2020 con, in un solo giorno, 10 attacchi alle scuole che hanno provocato l’uccisione di nove civili.

Sebbene il bilancio dei morti causati da attacchi aerei non abbia provocato vittime civili, OSDH e Amnesty International esprimono la loro preoccupazione, in modo particolare rispetto all’uso delle bombe a grappolo e a quello della termite, una sostanza a lenta combustione. Ugualmente preoccupante è il fatto che la risoluzione delle Nazioni Unite, che consente agli operatori umanitari di accedere alla regione, sta per decadere; gli osservatori internazionali esortano il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a non tagliare questo corridoio umanitario vitale per i civili.

 

Per saperne di più:

https://www.syriahr.com/en/?p=167398

https://news.un.org/en/story/2020/05/1064942

https://www.amnesty.org.uk/press-releases/syria-un-must-not-cut-vital-aid-lifeline-idlib-amid-russian-and-syrian-war-crimes

 

Autore: Edward Jarvis; Traduzione: Leyla El Matouni

 

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