Con l’arrivo dei monsoni si profila una catastrofe per i Rohingya

Un campo di rifugiati Rohingya in Bangladesh. Questi rifugi temporanei sono particolarmente vulnerabili ai temporali e alle frane. Un campo di rifugiati Rohingya in Bangladesh. Questi rifugi temporanei sono particolarmente vulnerabili ai temporali e alle frane. Image via Raidió Teilifís Éireann

 

27 gennaio 2018
Mentre Myanmar e Bangladesh stanno discutendo sui rimpatri, gli sfollati Rohingya sono molto preoccupati per la stagione dei monsoni primaverili.

Negli ultimi mesi, centinaia di Rohingya (una minoranza etnica musulmana in Myanmar) sono entrati in Bangladesh a causa delle violenze dirette contro di loro che secondo le Nazioni Unite costituiscono una campagna di pulizia etnica. Centinaia di migliaia di Rohingya sono sfollarti, inclusi oltre mezzo milione di bambini.

Attualmente stanno vivendo in campi temporanei in Bangladesh, e il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) mette in guardia che la già terribile e inumana situazione attuale potrebbe diventare “catastrofica” con l’arrivo della stagione dei monsoni primaverili.

Abitando già in rifugi inadeguati, la mancanza d’acqua potabile e di servizi igienici ha aumentato il rischio di malattie, quali colera, epatite E, malaria e difterite. Le persone sfollate “dovranno affrontare un rischio ancora maggiore di malattie, di inondazioni, di frane e sfollare ancora in altri loghi” nei prossimi mesi con l’inizio della stagione dei monsoni primaverili. Storicamente i più potenti e distruttivi uragani colpiscono la regione a maggio. L’UNICEF avverte che anche un moderato uragano può diventare devastante poiché c’è pochissimo tempo per prepararsi e i rifugi temporanei non sono costruiti per resistere a simili condizioni.

I negoziati fra Bangladesh e Myanmar stanno continuando. I due paesi recentemente hanno annunciato che hanno in programma di rimpatriare gli sfollati Rohingya “entro due anni” dall’inizio del processo, ma non hanno dato indicazioni su quando tale processo inizierà.

Il diritto dei rifugiati di ritornare a casa senza rischi e volontariamente è una parte centrale del diritto internazionale che concerne i rifugiati. Secondo i Rohingya che hanno parlato alle Nazioni Unite, molti Rohingya hanno affermato che il loro ritorno a Myanmar è condizionato dal vedere “sviluppi positivi in relazione al loro status legale e cittadinanza, nella situazione concernente la sicurezza nello stato Rakhine, e dalla loro possibilità di godere dei diritti di base una volta tornati a casa”.

 

Per ulteriori informazioni, leggere:

http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=58427#.Wl9S_JM-eEJ
http://www.unhcr.org/news/briefing/2018/1/5a5dc8584/unhcr-notes-bangladesh-myanmar-talks-stresses-importance-returns-meeting.html
https://www.unicef.org/media/media_102462.html
https://www.rte.ie/news/2018/0116/933603-unicef_rohingya/

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