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13 agosto 2025

Donne e ragazze afghane rientrate dall’Iran e Pakistan affrontano povertà, violenza e un futuro incerto in patria.

L’ondata di donne e ragazze afghane che rientrano dall’Iran e dal Pakistan sta mettendo in luce una crisi umanitaria sempre più profonda in Afghanistan, aggravata dalle restrizioni imposte dal regime dei talebani e da tagli nel supporto internazionale.

Secondo un rapporto congiunto di UN Women e CARE International, oltre 2,43 milioni di afghani sono tornati nel Paese tra settembre 2023 e oggi, con donne e ragazze che rappresentano circa un terzo dei rientri dall’Iran e metà di quelli dal Pakistan. Molte non hanno mai vissuto in Afghanistan e ritornano senza casa, reddito, istruzione o accesso alla sanità.

Tra le difficoltà che devono affrontare ci sono: povertà estrema, rischio di matrimoni precoci, violenza, sfruttamento e severe limitazioni nei diritti e nella libertà di movimento. Spesso vivono in abitazioni temporanee o precarie: solo il 10 % delle famiglie guidate da donne ha un alloggio stabile, mentre quasi il 40 % teme lo sfratto. Inoltre, tutte le ragazze sono escluse dalla scuola secondaria.

Le operatrici umanitarie donne giocano un ruolo cruciale nell’assistere le donne rientrate nel paese, poiché spesso sono le uniche interlocutrici accettate dalle donne afghane. Tuttavia, il loro lavoro è ostacolato da vincoli di mobilità: devono essere accompagnate da un “mahram” (guardiano maschile), ma i fondi per garantire questo accompagnamento sono stati drasticamente ridotti nelle province di Kandahar e Nangarhar, rendendo il supporto irregolare o del tutto assente.

Oltre alle difficoltà logistiche, i talebani hanno torturato e minacciato alcuni rientrati dall’Iran e dal Pakistan, prendendoli di mira anche in base al loro genere, orientamento o connessioni politiche. Inoltre, le Nazioni Unite hanno sottolineato come il rientro di oltre 2,2 milioni di rifugiati rappresenti un nodo cruciale per la coesione sociale e la pace in Afghanistan, ma anche una fonte crescente di tensioni se non accompagnato da misure efficaci.

In sintesi, il ritorno massiccio delle donne afghane richiede una risposta urgente e mirata: serve un sostegno internazionale consistente volto a garantire alloggi sicuri, opportunità di sostentamento, istruzione per le ragazze, e rafforzare il ruolo delle operatrici donne nelle comunità più vulnerabili.

Di Sara Maggetto

 

Per saperne di più:

https://news.un.org/en/story/2025/08/1165594

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Mercoledì, 13 Agosto 2025
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