Escalation nel Cabo Delgado: 22.000 sfollati in una settimana

Donne camminano lungo una strada di sabbia rurale in Mozambico Donne camminano lungo una strada di sabbia rurale in Mozambico Jean van der Meulen su Pixabay

7 ottobre 2025 - 

Nel nord del Mozambico, la violenza nel Cabo Delgado spinge decine di migliaia di persone a fuggire: oltre 22 000 in una sola settimana.

La provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, è tornata al centro di una delle peggiori crisi umanitarie dell’Africa meridionale. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), oltre 22.000 persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case in una sola settimana, alla fine di settembre 2025, a causa di una nuova ondata di violenze armate.
Questa impennata segna un punto di svolta nel conflitto, che ormai dura da otto anni e ha già provocato lo sfollamento di oltre 1,3 milioni di persone. Gli scontri, iniziati nel 2017, vedono coinvolti gruppi armati locali conosciuti come al-Shabaab, non affiliati con l’omonima milizia somala, e forze governative sostenute da contingenti regionali.

Per la prima volta dall’inizio del conflitto, tutti i 17 distretti della provincia sono stati colpiti direttamente. I combattimenti si estendono fino alle zone costiere e ai villaggi dell’interno, dove intere comunità vengono distrutte in poche ore. Molti civili, già traumatizzati da anni di guerra, si trovano oggi senza riparo, cibo o accesso ai servizi essenziali. Alcuni villaggi che in passato ospitavano sfollati sono stati ora completamente svuotati, con gli stessi abitanti costretti a fuggire per sopravvivere. 

Il collasso del sistema sanitario aggrava ulteriormente la crisi. Secondo il rapporto congiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’UNHCR, circa il 60% delle strutture mediche nei distretti più colpiti è inattivo a causa di saccheggi, insicurezza e fuga del personale. 

A Mocímboa da Praia, l’unico ospedale operativo lavora con meno del 10% del personale, principalmente volontari che cercano di mantenere attivi il pronto soccorso e il reparto maternità. L’arrivo della stagione delle piogge rischia ora di favorire epidemie di colera e malaria, mentre le scorte di medicinali sono quasi esaurite. 

Il quadro economico e umanitario è aggravato da una gravissima carenza di fondi: il piano di risposta sanitaria per il 2025 è finanziato solo all’11%, e l’UNHCR ha ricevuto appena 66 milioni USD dei 352 milioni richiesti per le sue operazioni nel Paese.
Gli operatori umanitari avvertono che la capacità di assistenza è “ai limiti” e che molte organizzazioni rischiano di sospendere gli interventi per mancanza di risorse.

Il conflitto nel Cabo Delgado, in origine legato all’esclusione socio-economica e alla corsa al gas naturale della regione, si è trasformato in una crisi multidimensionale dove violenza, povertà e cambiamenti climatici si alimentano a vicenda.
Come ha affermato Xavier Créach, capo dell’UNHCR in Mozambico: «Le famiglie stanno raggiungendo il limite. Molti di coloro che prima accoglievano sfollati ora stanno fuggendo a loro volta».

 

Per saperne di più:

https://news.un.org/en/story/2025/10/1166049 

 

di Sara Maggetto

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