Bambini soldato: la brutale realtà della guerra oggi

Liberazione di bambini soldato in Pibor, South Sudan. Liberazione di bambini soldato in Pibor, South Sudan. © UNMISS via Flickr

Un ex bambino soldato esorta le Nazioni Unite a garantire una maggiore protezione dei bambini nelle zone di guerra in una straziante testimonianza

Durante il dibattito in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sui bambini e i conflitti armati, un ex bambino soldato di 16 anni ha testimoniato anonimamente e tramite un interprete sulla terribile esperienza di essere stato rapito e costretto a unirsi ad un gruppo armato nella Repubblica Democratica del Congo. Il bambino ha riferito di essere stato catturato mentre andava a scuola e ha descritto come, durante un attacco armato a due villaggi vicini, molti bambini siano stati rapiti dietro riscatto e quelli le cui famiglie non potevano permettersi di pagare siano stati uccisi. Il bambino ha riportato che durante il periodo nei boschi ha subìto minacce, violenza fisica ed è stato costretto a saccheggiare e rubare.

La presenza di bambini soldato nella Repubblica Democratica del Congo non è un fenomeno nuovo: bambini di appena sei anni sono costantemente reclutati nei gruppi militari. Tuttavia, nel paese si stanno compiendo sforzi per contrastare e ridurre questo problema. Come ha sottolineato Virginia Gamba, Rappresentante Speciale del Segretario Generale per i Bambini e i Conflitti Armati, rispettare il diritto internazionale è essenziale per garantire la protezione dei bambini. L'obbligo degli Stati di proteggere i bambini nei conflitti armati è stabilito in varie fonti di diritto internazionale, come la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia del 1989 e il suo Protocollo Opzionale del 2000 sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, la Quarta Convenzione di Ginevra del 1949 e i Protocolli Aggiuntivi I e II del 1977. Inoltre, costituisce norma di diritto internazionale consuetudinario che deve essere rispettata da tutti gli Stati, indipendentemente dalla ratifica di un trattato specifico.

La Rappresentante Speciale Gamba ha esortato urgentemente la comunità internazionale ad aderire agli standard internazionali, prendendo atto del preoccupante aumento delle violazioni contro i bambini nelle zone di conflitto registrato dal Rapporto ONU sui bambini e i conflitti armati del 2023. I numeri sono preoccupanti: 11.649 bambini sono stati uccisi e mutilati, 35% in più rispetto all’anno precedente; 8.655 sono stati reclutati e 4.356 sono stati rapiti. La causa principale della significativa crescita delle gravi violazioni contro i bambini è il conflitto in Israele e nei territori palestinesi occupati. Il rapporto ha anche evidenziato gli sforzi dell’ONU nel sostenere la protezione e la reintegrazione di oltre 10.600 bambini precedentemente associati a gruppi o forze armate, grazie al continuo impegno con gli attori negli Stati in conflitto come Afghanistan, Ucraina, Mali e molti altri.

 

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di Alessandra Iannarelli

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