Migliaia di persone costrette a fuggire mentre l’offensiva israeliana si intensifica a Rafah

Migliaia di persone costrette a fuggire mentre l’offensiva israeliana si intensifica a Rafah Foto di timyee

110.000 persone costrette a fuggire dopo l’assedio di Rafah, mentre sono stati interrotti gli aiuti umanitari

Come riportato da UN News, continua lo sfollamento forzato dopo l’operazione militare a Rafah, la città più a sud di Gaza, da parte dell’esercito israeliano lo scorso lunedì. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) stima che circa 110.000 persone sono fuggite dalla città assediata in cerca di maggiore sicurezza durante i continui bombardamenti israeliani. 

Viene monitorato un flusso costante di persone che hanno lasciato l’est della città con tutti i mezzi a disposizione, carichi dei loro effetti personali, in risposta agli ordini di evacuazione dell’esercito israeliano. La maggior parte degli sfollati cerca riparo a Khan Younis e Deir Al-Balah, ma in queste aree mancano i servizi di base necessari per sostenere i civili che hanno bisogno di cibo, rifugio e assistenza sanitaria.
L’attacco e la chiusura dei valichi di Rafah e Kerem Shalom nel sud di Gaza, i principali punti di ingresso di cibo, acqua, carburante e forniture mediche, ha causato l’interruzione degli aiuti umanitari.

Nel frattempo, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha condannato con forza un attacco da parte degli israeliani ad una struttura dell’UNRWA a Gerusalemme.
Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha riferito che il suo magazzino principale a Gaza è ormai inaccessibile, mentre l’OMS, responsabile per le consegne di carburante a tutti gli ospedali di Gaza, ha dovuto sospendere le missioni a nord in modo che le strutture a sud possano rimanere aperte e operative.

Come riporta MSF, mentre l’offensiva di Rafah si intensifica, Medici Senza Frontiere (MSF) chiede un cessate il fuoco immediato e prolungato per fermare ulteriori morti e distruzioni. La chiusura del valico ha avuto un impatto devastante sulla risposta umanitaria per le persone intrappolate nei territori in conflitto. 
MSF chiede inoltre la protezione dei civili e la riapertura del canale di frontiera per far continuare il flusso di aiuti, in seguito all’aggravarsi delle già difficili condizioni di vita delle persone a Gaza. La situazione in Palestina rischia infatti di cadere ulteriormente in un enorme disastro umanitario.

Secondo UNDOP, mentre la guerra entra nel settimo mese, il tasso di povertà nello Stato della Palestina continua ad aumentare, raggiungendo il 58,4%, spingendo quasi 1,74 milioni di persone in più nella povertà.
Queste nuove cifre avvertono che la sofferenza a Gaza non finirà in seguito all’interruzione dei combattimenti. I livelli senza precedenti di perdite umane e di distruzioni, e il forte aumento della povertà in un periodo di tempo così breve porterà il Paese ad una grave crisi di sviluppo che mette a repentaglio il futuro delle generazioni a venire.

Le Nazioni Unite chiedono l’interruzione di qualsiasi ostilità che abbia un impatto sull’ingresso e sulla distribuzione di aiuti umanitari di importanza vitale, e invita tutte le parti in guerra a deporre immediatamente le armi per garantire che il passaggio di civili, di merci, e di aiuti necessari raggiungano la popolazione di Gaza senza ritardi e senza rischi. 

 

 

Per saperne di più visita:

https://news.un.org/en/story/2024/05/1149591

https://news.un.org/en/story/2024/05/1149531

https://www.unocha.org/news/un-relief-chief-conflict-gaza-another-critical-juncture

https://www.msf.org/gaza-thousands-forced-flee-israeli-military-offensive-intensifies-and-aid-blocked-rafah

https://www.undp.org/press-releases/war-gaza-enters-seventh-month-174-million-more-palestinians-will-be-pushed-poverty-across-state-palestine-according-united-nations

 

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