Disastrosa crisi umanitaria e sanitaria in Congo

Danga Twa, Congo Danga Twa, Congo Foto di guenterguni via iStock

Con l’intensificarsi del conflitto in Congo stanno aumenta il numero degli sfollati tra la popolazione civile

Come riporta Medici Senza Frontiere (MSF), dopo due anni dallo scoppio delle ostilità , si sono intensificati i combattimenti tra il gruppo armato M23 e l’esercito congolese (FARDC) e i suoi alleati nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), causando nuovi sfollamenti di massa.
Nelle ultime due settimane i violenti scontri nel territorio di Masisi, nel Nord Kivu, hanno costretto la popolazione civile a fuggire verso Sake e Goma, la capitale della provincia e si stima che in soli 10 giorni, quasi 250.000 persone si sono dovute allontanare dalle loro abitazioni.

Nei luoghi in cui si rifugiano le persone vivono ammassate, con poca o nessuna protezione e lottano per procurarsi il cibo necessario a vivere e l’acqua potabileLe strade principali sono inaccessibili a causa dell’insicurezza dei territori e dei combattimenti, quindi è estremamente difficile far arrivare i rifornimenti alla popolazione.

Le strutture sanitarie sostenute da MSF sono affollate da un numero crescente di pazienti affetti da malattie legate al deterioramento delle condizioni di vita e alla scarsa igiene. Gli operatori umanitari di MSF infatti temono una recrudescenza delle malattie, in particolare del colera, in quanto i combattimenti hanno costretto migliaia di persone a stabilirsi in siti sovraffollati e insalubri

La situazione era già drammatica prima dell’inasprirsi dei combattimenti, a causa della bassa copertura vaccinale tra i bambini sotto i cinque anni di età.  A peggiorare il quadro contribuiscono anche le strutture sanitarie mal funzionanti, la carenza di farmaci e la mancanza di personale sanitario qualificato.
L’esodo di migliaia di civili sfollati arriva con il ritiro delle forze delle Nazioni Unite (MONUSCO), come riporta Al-Jazeera. 

La RDC ha chiesto il ritiro delle rimanenti 13.500 truppe e 2.000 poliziotti, nonostante la preoccupazione internazionale per la violenza da parte dei gruppi armati.
La popolazione locale ha espresso disapprovazione nei confronti dell'operato delle truppe UN per non aver protetto i civili nella regione orientale del Paese; diversi hanno espresso timore per un possibile vuoto di potere e conseguente instabilità.

Human Rights Watch,  esorta il presidente congolese Félix Tshisekedi a promuovere la protezione dei diritti umani  e, in particolare, a dare priorità alla protezione dei civili nelle aree di conflitto ma anche ad adottare riforme sistemiche per garantire lo stato di diritto, riformare il sistema giudiziario, affrontare il problema della  corruzione e rafforzare la democrazia.

 

 

Per saperne di più, visita:

https://www.msf.org/massive-humanitarian-response-needed-avoid-health-catastrophe-drc

https://www.aljazeera.com/gallery/2024/3/1/un-peacekeepers-begin-pullout-from-dr-congos-restive-east

https://www.hrw.org/news/2024/03/06/human-rights-agenda-democratic-republic-congo

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