Uso incontrollato di armi esplosive in Sudan

Macerie di una casa colpita da una bomba Macerie di una casa colpita da una bomba Rachel Claire via Pexels

La crisi umanitaria è esasperata dal limitato accesso all'acqua, all'elettricità e alle cure mediche.

Il conflitto in corso in Sudan tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF) ha portato all'uso sconsiderato di armi esplosive con effetti ad ampio raggio nelle aree urbane, causando la perdita di vite civili e gravi danni alle strutture mediche e alle infrastrutture vitali. Carri armati, artiglieria, razzi, munizioni ad aria compressa sono armi spesso troppo imprecise o con un raggio d'azione troppo ampio per essere utilizzate in aree popolate senza causare danni illegali e indiscriminati. Il numero di vittime civili è già piuttosto alto: il 2 maggio le Nazioni Unite hanno riferito che almeno 530 persone sono state uccise e 4.600 ferite. 

L'uso incontrollato di armi esplosive e la vicinanza dei civili agli obiettivi militari costringono le persone a scegliere tra rimanere nelle loro case e rischiare di vederle bombardate, oppure scappare per mettersi in salvo, pur correndo il rischio di essere coinvolti nel fuoco incrociato. Una donna residente in un'area densamente popolata di Khartoum ha affermato che le RSF si sono schierate davanti casa sua, si sono accampate all'interno del suo edificio e hanno posizionato un cannone antiaereo proprio fuori dalla sua finestra, sparando Un’altra testimone ha riferito che una bomba ha colpito la sua casa, mandando in frantumi le pareti e uccidendo la nipotina di due anni, così come un padre ha raccontato che una bomba è esplosa all'interno della sua abitazione mentre la moglie e i loro due figli erano all’interno. 

Anche le proprietà dei civili e le infrastrutture vitali sono state gravemente danneggiate dall'uso di armi esplosive, a partire dagli ospedali e da tutte le strutture mediche che hanno dovuto chiudere. Come riferito il 2 maggio, 16 ospedali sono stati colpiti dagli attacchi, 57 non funzionano per mancanza di forniture mediche, elettricità e personale, e 19 sono stati costretti a evacuare tutti i pazienti e il personale. Un'altra questione significativa è l'attacco ai sistemi idrici e alle centrali elettriche, infrastrutture considerate "a duplice uso", cioè a beneficio sia delle forze militari che dei civili. La mancanza combinata di acqua ed elettricità e l'impossibilità per le squadre di riparazione di accedere ai luoghi a causa di problemi di sicurezza sta avendo un impatto devastante sui civili costretti a rifugiarsi nelle loro case. 

Gli attori internazionali, come il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o il Consiglio di Pace e Sicurezza dell'UA, sono chiamati a trovare una soluzione, tra cui imporre un embargo sulle armi e impedire il trasferimento di materiali alle parti in conflitto. Ma un ruolo fondamentale deve essere svolto anche dai Paesi confinanti con il Sudan (Egitto, Ciad, Etiopia e Repubblica Centrafricana), che dovrebbero esaminare le richieste di asilo in modo rapido e imparziale e consentire un accesso umanitario senza ostacoli attraverso i confini.

 

Per saperne di più:

https://www.hrw.org/news/2023/05/04/sudan-explosive-weapons-harming-civilians

https://www.msf.org/severe-medical-needs-persist-amidst-conflict-sudan

https://www.reuters.com/world/africa/nightmare-sudan-african-expats-struggle-find-way-out-2023-05-04/

 

di Chiara Cacciatore

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