Yemen. Gli effetti del conflitto sulla salute mentale

Giovane ragazza yemenita nel territorio di Socotra Giovane ragazza yemenita nel territorio di Socotra Andrea Svk via Unsplash

10 Ottobre 2022

In Yemen le drammatiche conseguenze della guerra portano il 79% dei bambini in età scolastica a soffrire di stress post-traumatico e il 55% di depressione

Da oltre sette anni in Yemen è in atto una guerra civile che vede contrapposti il governo yemenita, guidato da Abdrabbuh Mansur Hadi, e il movimento armato Houthi, sostenuto da molti alleati tra la popolazione civile. Dopo il fallimento della transizione politica – che avrebbe dovuto portare stabilità al paese con la deposizione dello storico dittatore Ali Abdullah Saleh a favore di Hadi – e lo scoppio della guerra, lo Yemen è precipitato in un’emergenza sanitaria senza precedenti. La carenza di cibo e acqua potabile, la rapida diffusione di massicce epidemie di colera e difterite e la debolezza del sistema di assistenza sanitaria hanno gravato sulle condizioni di vita dei civili e privato le famiglie dei bisogni primari.

Oltre alle devastanti conseguenze della guerra, all’interno dell’emergenza sanitaria in atto nel paese assumono rilevanza le condizioni psicologiche della popolazione coinvolta dal conflitto.

La crescente attenzione globale sulla salute mentale quale elemento integrante del diritto alla salute mette in luce la drammaticità della situazione in un territorio colpito da un incessante conflitto armato. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) le persone vittime delle guerre hanno maggiori possibilità di soffrire di malattie mentali rispetto alle persone che abitano paesi con condizioni di pace. Ad esserne principalmente affetti sono i bambini, che mostrano già dalla tenera età sintomi di stress post traumatico. Secondo un rapporto dell’OMS sullo Yemen, il 79% dei bambini in età scolastica ne è affetto. Inoltre, il 55% soffre di lievi o gravi forme di depressione e il 19% è costantemente in uno stato di paura. Tra la popolazione adulta nel 70% dei casi i disturbi si presentano molto prima dell’effettiva richiesta d’aiuto. Le drammatiche condizioni di vita per gran parte della popolazione fanno passare in secondo piano l’attenzione sulla salute mentale, ritardando così l’inizio dei trattamenti di guarigione.

Per fronteggiare questa drammatica situazione, l’OMS ha negli anni varato diversi programmi di finanziamenti e iniziative. Oltre agli aiuti per combattere l’emergenza alimentare e la diffusione di epidemie, l’OMS ha avviato una serie di iniziative e programmi per ripristinare un’adeguata assistenza sanitaria nel paese. Ad esempio, nella città di Hajjah sono già in atto programmi di prevenzione e cura per gli oltre 400 pazienti mensili del reparto di salute mentale dell’ospedale, programmi che verranno ulteriormente rinforzati con l’aiuto dei contributi internazionali. 

 

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di Federica Tognolli



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