I bambini del Tigray non sono in grado di ricevere vaccini di base mentre la guerra continua

Una donna con il suo bambino aspettano in fila, insieme a molti altri, per essere visitati nella clinica del Sud Tigray. Una donna con il suo bambino aspettano in fila, insieme a molti altri, per essere visitati nella clinica del Sud Tigray. UNICEF/ Christine Nesbitt

21 settembre 2022

Mentre la guerra civile nel Tigray, in Etiopia, continua da ormai due anni, il tasso di vaccinazione dei bambini contro malattie mortali è crollato.

Durante il 2022 si è verificato un incremento dei casi di malattie mortali tra i bambini del Tigray, tra cui morbillo, tetano, e pertosse. Dieci dei trentacinque distretti della regione del Tigray hanno riportato focolai di morbillo, oltre che venticinque casi di tetano neonatale, costituendo un aumento da soli due casi all’anno di media a partire dal 2019. Questo è il risultato della drastica diminuzione di somministrazioni di vaccini ai bambini. Nel 2020, oltre il 90% dei minori erano stati vaccinati contro malattie specifiche, come la tubercolosi e il morbillo, ma questa percentuale è adesso crollata sotto il 10% nel 2022. 

La guerra civile nella regione è in corso dal 2020, con le forze tigrine guidate dal Fronte Popolare di Liberazione del Tigray (TPLF) in conflitto aperto contro le forze del governo centrale etiope. Il conflitto ha costretto oltre due milioni di persone a fuggire dalle proprie case, portato alla morte di migliaia di civili, favorito carestie, e impedito ai civili l’accesso a beni di prima necessità. I vaccini non possono essere consegnati agli ospedali in sicurezza a causa di barriere per le quali né il governo etiope né il TPLF ne hanno rivendicato l’iniziativa. Questa mancanza di vaccini colpisce ulteriormente i civili e gli ospedali che stanno già soffrendo a causa di una grave carenza di farmaci salvavita come l'insulina, nonché a causa dei livelli estremamente bassi di forniture di materiale per curare i civili feriti nel conflitto. 

Molteplici fonti hanno ritenuto questo blocco di vaccinazioni, medicine e altre forniture un crimine contro l'umanità, mentre organizzazioni come il Programma Alimentare Mondiale (WFP) delle Nazioni Unite stanno attivamente tentando di limitare l’impatto della crisi. Al momento, il WFP ha sviluppato un piano per la consegna di vaccini, ma questo è ancora in attesa di essere autorizzato dal governo etiope.

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di Nicole Piusienski, tradotto da Ignazio Alcamo

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