Cresce il numero di sfollati nella Repubblica Democratica del Congo

Sfollati nella Repubblica democratica del Congo Sfollati nella Repubblica democratica del Congo MOSES SAWA SAWA/ICRC

1° giugno 2022

Nelle ultime settimane, il conflitto nella Repubblica Democratica del Congo ha causato più di 72.000 sfollati nella parte orientale del paese.

Il 1º giugno, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha riportato che migliaia di persone nella Repubblica Democratica del Congo sono state costrette a lasciare le loro case a causa dei continui scontri. Questo enorme spostamento di persone ha avuto luogo principalmente nel territorio di Rutshuru, dove i combattimenti tra le forze armate della Repubblica Democratica del Congo e i combattenti M23 sono incessanti. Riguardo a questa situazione critica, Raphaël Ténaud, capo della sotto-delegazione del CICR a Goma, ha sottolineato le conseguenze sui civili affermando che "Sulla strada tra Rutshuru e Goma, migliaia di persone possono essere viste fuggire a piedi o in moto. Alcuni abitanti del villaggio sono fuggiti insieme al loro bestiame, che in molti casi rappresenta il loro unico mezzo di sussistenza". 

Inoltre, come conseguenza di questo scenario instabile, in particolare nei pressi di un’area a Rugari dove operava il CICR, l'organizzazione è stata costretta a interrompere la distribuzione di cibo in quella zona alla fine di maggio. Per affrontare la situazione, il CICR sta esortando tutti i combattenti a prendere tutte le precauzioni necessarie per non colpire i civili e per permettere al personale della Croce Rossa di fornire loro aiuto. Il ruolo dell'organizzazione in questo momento è diventato critico, poiché le condizioni di vita nei campi temporanei sono diventate molto dure dopo l’arrivo degli sfollati. 

Nel complesso, il CICR sta facendo tutto il possibile per proteggere i civili nel paese e per assicurare loro cure mediche e beni di prima necessità; per rendere questo possibile, l'organizzazione sta lottando per consentire al proprio personale di accedere in sicurezza alle principali aree colpite dal conflitto.

 

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di Alexia Tenneriello

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