Civili presi di mira da gruppi terroristici, Aleppo, Siria

Una donna in un campo profughi in Siria Una donna in un campo profughi in Siria Khaled Akacha su Pexels

10 gennaio 2022 

Non c'è cessate il fuoco per i civili in Siria e continuano le violenze causate dai gruppi terroristici

Il 2021 è appena terminato, al contrario delle violenze in Siria e gli attentati che hanno già segnato questo nuovo anno. Il gruppo di protezione civile dei Caschi Bianchi ha riferito domenica che sono stati lanciati missili da aree controllate dall'ala siriana dell'organizzazione terroristica del PKK, la YPG: l'obiettivo erano zone residenziali nella provincia settentrionale di Aleppo, ma i missili hanno colpito in modo specifico il villaggio di Alhmadia e la periferia del villaggio di Dweibeq.

I civili nel nord-ovest e nel nord della Siria vivono nella sofferenza a causa del regime di Bashar Assad e delle organizzazioni terroristiche. Le atrocità riguardano le violazioni dei diritti umani, che vanno dai rapimenti, al reclutamento di bambini soldato, alla tortura, alla pulizia etnica e allo sfollamento forzato.

In questa situazione sono coinvolti anche altri Paesi: in particolare, il regime di Assad è sostenuto dalla Russia. I Caschi Bianchi hanno riferito che, a seguito di 32 raid aerei nel nord-ovest della Siria guidati dalle forze russe, due bambini e una donna sono stati uccisi e altri 17 sono rimasti feriti solo durante la prima settimana del 2022. Inoltre, la scorsa settimana gli aerei da guerra russi hanno preso di mira l'impianto di pompaggio dell'acqua nel bastione dell'opposizione Idlib, nella Siria nord-occidentale, provocando gravi danni all'approvvigionamento idrico. Gli Stati Uniti sostengono le YPG, che sono state criticate da Ankara. La Russia non è mai intervenuta poiché il regime siriano accusa costantemente la Turchia di propaganda nera.

"La continua distruzione delle infrastrutture civili causerà maggiori sofferenze ai civili. Gli attacchi ai civili e alle infrastrutture civili devono cessare". ha affermato Mark Cutts, vice coordinatore umanitario regionale delle Nazioni Unite per la Siria. L'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha informato che il 75% della popolazione totale nella regione di Idlib controllata dall'opposizione ottiene i propri bisogni primari solo grazie agli aiuti umanitari; attualmente 1,6 milioni di persone vivono in campi o insediamenti informali.

 

Per saperne di più:

https://www.dailysabah.com/world/syrian-crisis/suspected-ypg-attack-targeted-civilians-living-in-syrias-aleppo

 

Autore: Giulia Francescon

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