Etiopia: Consegna di aiuti umanitari ostacolata da attacchi aerei

Strade vuote ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia Strade vuote ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia Moti Abebe su Unsplash

15 novembre 2021

Volo delle Nazioni Unite per consegna aiuti umanitari a Mek'ele, nella regione etiope del Tigray, costretto a tornare indietro a causa di raid aerei

Venerdì 22 ottobre, un volo del servizio aereo umanitario delle Nazioni Unite (ONU) destinato ad atterrare a Mek'ele, capitale della regione del Tigray e pesantemente colpita dalla brutale guerra civile che attualmente sta devastando il paese, è stato costretto a tornare indietro dopo aver recepito gli avvertimenti dei raid aerei in arrivo. Il volo delle Nazioni Unite, che trasportava undici soccorritori e generi di prima necessità per i civili colpiti, ha dovuto prendere la decisione in transito di abbandonare la missione di soccorso e tornare nella capitale etiope, Addis Abeba, negando i rifornimenti salvavita ai civili di Mek' ele, che stanno lottando contro la carestia e la scarsità di risorse. Dopo i primi bombardamenti di venerdì a Mek'ele, gli attacchi aerei sono continuati per diversi giorni, lasciando vaste popolazioni della regione in blackout elettrico totale e senza alcuna connessione con il mondo esterno.

La regione del Tigray, nell'estremo nord dell'Etiopia, sta affrontando una carestia devastante da oltre un decennio. Il conflitto in corso tra il governo e le forze di liberazione all'interno della regione ha notevolmente esacerbato la situazione. Da settembre 2020, le tensioni aumentano tra il governo etiope guidato dal primo ministro Abiy Ahmed e il Fronte di liberazione del popolo del Tigray (TPLF), in precedenza il gruppo dominante nella politica del paese, mentre i combattimenti persistono da novembre 2020. A distanza di un anno dall’inizio della guerra, le violenze continuano ad intensificarsi, con una maggiore militarizzazione, combattimenti sempre più letali e condizioni di blocco che colpiscono centinaia di migliaia di persone, causando sofferenze umane senza precedenti. Si stima che oltre 100.000 siano stati uccisi e molti altri sono stati costretti a fuggire nei paesi vicini Sudan ed Eritrea, prima della chiusura del confine da parte dei soldati etiopi.

Da molti anni le Nazioni Unite, insieme a numerose agenzie umanitarie globali non governative, forniscono assistenza alla regione del Tigray, ma la recente violenta ostruzione ai loro sforzi è motivo di grave preoccupazione, soprattutto considerato che poche agenzie umanitarie sono in grado di operare sul campo da quando la situazione è peggiorata. Le Nazioni Unite hanno richiesto un cessate il fuoco immediato.

 

Per saperne di più:

https://theowp.org/ethiopian-air-raids-threatened-the-safety-of-un-humanitarian-aid/

 

Autore: Giulia Ferrara

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