Spargimenti di sangue e rapimenti in Burkina Faso

Sentiero in Burkina Faso Sentiero in Burkina Faso Marclou su Pixabay

17 novembre 2021 

Continuano gli assalti dei militanti armati nella "zona dei tre confini"

Domenica 31 ottobre, cinque poliziotti sono stati uccisi nella provincia di Sourou, stando a quanto affermato dal ministero della Sicurezza. Fonti governative riportano anche che il giorno successivo altri 14 civili sono stati colpiti vicino alla città mercato di Markoye. Di questi, dieci sono stati uccisi e quattro rapiti. Lo stesso giorno dell’attacco di Markoye, il presidente Roch Kabore ha riferito ai giornalisti che la nazione "lo supererà insieme, o non lo supererà affatto", questo turbine di violenza.

Le aree prese di mira fiancheggiano l'ostile "zona dei tre confini", dove Mali, Niger e Burkina Faso si incontrano, e nella quale la violenza infuria dal 2012 a causa di continui scontri tra gruppi armati. I conflitti hanno un impatto devastante sulla popolazione, infatti, solo negli ultimi due anni, più di 1,3 milioni di residenti Burkinabé sono stati costretti a sfollare, secondo l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). I principali gruppi armati responsabili degli attacchi sono Jama'at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM) affiliato ad Al-Qaeda e lo Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS). Nonostante la presenza di una forza regionale antiterrorismo e di truppe francesi, la violenza radicale che circonda il Burkina Faso si sta dimostrando difficile da fermare. Ciò è confermato anche dall'Armed Conflict Location and Event Data Project (ACLED) che ha riportato un aumento del 300% di morti di civili da maggio ad agosto, rispetto che da gennaio ad aprile 2021. Le ragioni dell'assalto contro i civili rimangono difficili da chiarire. Secondo alcuni analisti, tra cui il ricercatore senior di ACLED Heni Nsaibia, ciò è dovuto a una combinazione di fattori, quali la vendetta sui civili armati che combattono a fianco dell'esercito e la mancanza di coesione all'interno del gruppo JNIM.

Le preoccupazioni sono aggravate dall'insicurezza alimentare, che minaccia circa 600.000 persone, secondo l'ONU. Jacob Yarabatioula, professore di sociologia all'Università Joseph ki Zerbo, sostiene che “se la situazione non migliorerà, le proteste contro il governo aumenteranno”.

 

Per saperne di più, visita:

https://www.aljazeera.com/features/2021/10/24/kill-them-all-dont-spare-anyone-a-massacre-in-burkina-faso

https://www.reuters.com/world/africa/armed-men-kill-10-civilians-northern-burkina-faso-2021-11-01/

https://theowp.org/reports/burkina-faso-reckons-with-civilian-massacres/

https://www.reuters.com/world/africa/armed-group-kills-five-policemen-northern-burkina-faso-2021-10-31/

 

Autore: Eleonora Lombardi; Editore: Jasmina Saric

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