UE e UNICEF offrono assistenza psicologica a più di 5000 bambini nel Borno

Bambine a scuola in Nigeria Bambine a scuola in Nigeria Photo by Abubakar Balogun on Unsplash

22 settembre 2021

Il conflitto in corso da 12 anni nel nord-est della Nigeria ha gravemente compromesso la salute mentale e le possibilità di vita dei minori.

Lo Stato del Borno rimane l'epicentro di una crisi che prosegue da oltre un decennio, in cui i bambini sono spesso bersagli diretti e indiretti dei combattenti jihadisti. Secondo il rapporto del 2019 "Psychosocial Support for Children: A Rapid Needs Assessment in North-East Nigeria" del Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (UNICEF), il conflitto, iniziato nel 2009, è sfociato in una crisi umanitaria che ha colpito più di 7.7 milioni di persone.

Nel nord-est della Nigeria sono stati uccisi circa 300.000 bambini. Molti hanno subito episodi di sfollamento, separazione dalla famiglia, violenza sessuale, rapimento e coscrizione forzata da parte di gruppi armati non statali. Uno scarso sviluppo cognitivo, depressione e bassa autostima sono solo alcune delle conseguenze dovute a una prolungata esposizione alla violenza. Il tasso di stress post-traumatico è allarmante: i bambini che vivono nelle aree colpite dal conflitto manifestano elevati livelli di ansia, diffidenza, rabbia e aggressività, oltre che disturbi legati al sonno, tendenza all’isolamento e ipervigilanza. Il rischio è che molti minori crescano come adulti non equilibrati e profondamente turbati, dando luogo a forme intergenerazionali di sofferenza e abuso.

Il Support to Early Recovery and Resilience Project, attuato dall'UNICEF con il finanziamento del fondo fiduciario dell'Unione Europea (EUTF), sta fornendo servizi psicosociali ad almeno 5.129 bambini non scolarizzati in sei aree locali dello Stato di Borno. Il programma finanziato dall'UE, che fa parte di un pacchetto triennale di 10 milioni di euro, è volto ad offrire assistenza alle comunità, ai giovani e ai bambini, aiutandoli ad affrontare meglio le crisi, gestire le emozioni, risolvere i problemi, a mantenere relazioni sane e a migliorare la loro resilienza, alfabetizzazione e autonomia.

Secondo il Ministro di Stato per l'Istruzione Chukwuemeka Nwajuba, in Nigeria i minori non scolarizzati sono 13.2 milioni. L'accesso all'istruzione è limitato da attacchi e rapimenti su larga scala nelle scuole, i quali impediscono ai bambini di acquisire conoscenze e competenze, rendendoli più vulnerabili alle instabilità derivanti dal conflitto.

In tale contesto, il sostegno fornito dall'UE e dall'UNICEF costituisce un traguardo fondamentale nella tutela dei diritti dei minori. Tuttavia, sebbene fornire ai bambini le competenze utili per divenire più resilienti sia un'iniziativa ammirevole, il vero ruolo di istituzioni internazionali quali l'UE e l'Organizzazione delle Nazioni Unite dovrebbe essere quello di contrastare le forme sistemiche di violenza e di conflitto che rendono la resilienza una necessità.

 

Fonti:

https://reliefweb.int/report/nigeria/eu-unicef-address-mental-health-5129-out-school-children-borno

https://reliefweb.int/report/nigeria/web-conflicts

https://www.unicef.org/nigeria/emergencies

https://www.humanitarianresponse.info/sites/www.humanitarianresponse.info/files/assessments/psychosocial_support_for_children_assessment_report_june_2020.pdf

 

 Autore: Antonella Candiago; Editor: Xavier Atkins

 

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