L’aumento della violenza in Darfur provoca migliaia di sfollati

Campo per sfollati interni Campo per sfollati interni Phoo by Levi Meir Clancy on Unsplash

21 luglio 2021

In Darfur la violenza continua a dispetto dell’accordo di pace, causando migliaia di sfollati.

Il graduale ritiro delle forze di pace congiunte di Nazioni Unite e Unione Africana (UNAMID) dal Darfur, iniziato lo scorso dicembre, è stato accolto - a detta degli esperti - con un'ondata di violenza. Le autorità sudanesi hanno promesso l’invio di 20.000 soldati, ma le truppe non sono ancora arrivate.

La trentacinquenne Khamisa Juma Ishag Abaker è stata sfollata dopo che gli scontri di gennaio hanno lasciato centinaia di morti e decine di migliaia di persone senza casa. Abaker attribuisce gli attacchi alle Rapid Support Forces (RSF), un gruppo paramilitare incaricato dal governo di tenere al sicuro i civili. Lei ora vive in condizioni difficili a El Geneina, la capitale del Darfur occidentale, dove 80 siti governativi ospitano almeno 50.000 persone. Elliot Vhurumuku del Programma Alimentare Mondiale dell'ONU (WFP) ha avvertito che gli scontri stanno provocando un aumento dell'insicurezza alimentare e impediscono al WFP di spostare i rifornimenti dai suoi magazzini alla popolazione che vive a El Geneina e nei dintorni della città.

La guerra in Darfur, iniziata nel 2003 a seguito di una rivolta dei ribelli di etnia africana contro il governo, a prevalenza araba, dell'ex presidente Omar al-Bashir, ha causato centinaia di migliaia di morti. Al-Bashir ha armato le milizie arabe locali, note come Janjaweed, che hanno preso di mira le tribù non arabe accusate di sostenere i ribelli.

Al-Bashir, ora in attesa di essere trasferito alla Corte penale internazionale, è stato estromesso dal potere nel 2019 e il nuovo governo di transizione militare-civile ha firmato un accordo di pace con i gruppi ribelli locali. Malgrado la popolazione avesse sperato in un nuovo periodo di pace, nel dicembre 2019 le violenze sono ricominciate e hanno provocato - secondo i dati dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) - più di 150.000 sfollati. Uno dei prerequisiti per la pace era la piena integrazione delle RSF nell'esercito, ma il loro comandante, e vicepresidente del Paese, Mohamed Hamdan "Hemeti" Dagolo, ha rifiutato pubblicamente di unirsi alle forze armate sudanesi. 

 

Fonti:

https://www.bbc.com/news/world-africa-57899843 

 

Author: Irina Kovacevic; Editor: Catherine Meunier

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