La guerra e l'ebola hanno impattato sulla salute mentale delle vittime

Donne in Sierra Leone Donne in Sierra Leone Photo by Annie Spratt on Unsplash

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto di Amnesty sull'impatto dell’ebola e della guerra sulla salute mentale in Sierra Leone

Amnesty International è un’organizzazione non governativa internazionale che mobilita le persone per l'umanità e promuove campagne per il cambiamento affinché tutti possano godere dei diritti umani. Nel corso di una ricerca intrapresa tra novembre 2020 e maggio 2021, il l’organizzazione ha esaminato l'impatto a lungo termine sulla salute mentale degli 11 anni di guerra civile e dell'epidemia di ebola in Sierra Leone sulle persone che hanno vissuto eventi traumatici durante quel periodo e le sfide che devono affrontare per accedere a un supporto psicosociale e di salute mentale di qualità. In effetti, gli abitanti della Sierra Leone hanno subito esposizioni traumatiche multiple e continuative negli ultimi decenni, tra cui in particolare la guerra civile del 1991-2002 e l'epidemia di Ebola del 2014-2016. Molto tempo dopo queste esperienze, l'impatto sulla salute mentale è ancora forte. Eppure, come molti altri paesi a basso reddito che hanno attraversato conflitti e crisi, i servizi di assistenza alla salute mentale non sono nemmeno lontanamente vicini al livello necessario per soddisfare i bisogni delle persone e soddisfare i loro diritti.

La ricerca è stata condotta attraverso interviste dirette. In totale, Amnesty International ha intervistato 55 persone, tra cui 25 abitanti della Sierra Leone che sono stati direttamente esposti alla violenza durante la guerra (12) o che hanno contratto il virus Ebola (13). Il rapporto li definisce ‘sopravvissuti alla guerra e all'ebola’.  Essi risiedono nei distretti di Kenema, Kono, Port Loko, Distretto Urbano dell’Area Occidentale e dell’Area Rurale. Amnesty International ha intervistato anche professionisti della salute mentale della Sierra Leone, membri di organizzazioni della società civile, operatori umanitari internazionali coinvolti in programmi di salute mentale, specialisti di salute pubblica ed esperti di salute mentale.

Per quanto riguarda i risultati della ricerca, nonostante la resilienza generale dimostrata dalla popolazione, i bisogni di salute mentale in Sierra Leone sono significativi. Tra i sintomi che questi specialisti hanno riferito di vedere comunemente, vi sono psicosi, depressione, ansia, stress post-traumatico Coloro che hanno sofferto di traumi legati al conflitto hanno sperimentato molteplici violazioni dei diritti umani e abusi, nonché violazioni del diritto  internazionale umanitario, che hanno vissuto o di cui sono stati testimoni durante la guerra. D’altra parte, i sopravvissuti all'ebola soffrono di un profondo dolore fisico, dello strazio derivante dalla perdita di più membri della famiglia e degli effetti psicosociali causati dalla discriminazione e dalla stigmatizzazione. Come hanno detto sia i sopravvissuti alla guerra che quelli all'ebola, l'impatto di queste complicazioni sanitarie continue è ulteriormente aggravato dalla loro incapacità di aver a disposizione servizi sanitari di qualità e farmaci. La limitata disponibilità di dispositivi di assistenza e protesi, elementi essenziali per permettere alle persone con disabilità di vivere una vita attiva e indipendente, è un altro fattore che peggiora la salute mentale dei sopravvissuti. Inoltre, la povertà e le ridotte opportunità di sostentamento contribuiscono a influenzare la salute mentale e il benessere generale dei sopravvissuti. Come alcuni hanno testimoniato, molti sopravvissuti non sono stati in grado di svolgere le loro passate attività generatrici di reddito a causa di diverse sfide derivanti dalle loro esperienze, comprese le menomazioni fisiche e psicosociali. All'indomani di queste esperienze traumatiche, pochi sopravvissuti hanno potuto ricevere sostegno psicosociale dagli attori umanitari e dal governo e, secondo le interviste, hanno evidenziato il valore di questo tipo di supporto contro la sofferenza.

Per questo motivo, Amnesty chiede al governo un maggiore sostegno contro gli effetti negativi sulla salute mentale, attraverso non solo misure temporanee, ma anche servizi a lungo termine e sostenibili. Nonostante la crescente attenzione all'importanza del benessere psicologico negli ultimi anni e gli appelli per una migliore integrazione della salute mentale e della programmazione psicosociale nella risposta umanitaria, secondo il rapporto l'assistenza internazionale per la salute mentale non ha mai superato l'1% di tutta l'assistenza allo sviluppo per la salute. Così, Amnesty sottolinea il valore di una buona salute mentale come un diritto umano fondamentale e chiede una maggiore protezione, al fine di garantire la capacità delle persone di avere interazioni funzionanti nella loro comunità e svolgere attività quotidiane.

Fonte:

https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/AFR5140952021ENGLISH.PDF

 

Autore Jasmina Saric; Editore Gianpaolo Mascaro

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