57 persone massacrate nella Repubblica Democratica del Congo

Foto aerea di un villaggio nella Provincia di Ituri Foto aerea di un villaggio nella Provincia di Ituri Photo by Kimja Vanderheyden on iStock

31 maggio 2021

I ribelli delle Forze Democratiche Alleate hanno ucciso almeno 57 persone nella provincia di Ituri, nell'est della Repubblica Democratica del Congo.

Le autorità locali hanno confermato la morte di 57 persone negli attacchi notturni avvenuti  in due villaggi a sud-est di Bunia, nel territorio di Imuru, nella provincia dell’Ituri, situata nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Anche se l'esercito congolese non ha ancora comunicato l'identità degli aggressori, i funzionari hanno attribuito il massacro a gruppi ribelli delle Forze Democratiche Alleate (ADF) che operano nella RDC orientale e in Uganda.

Decenni di instabilità politica nella RDC hanno portato ad un governo debole, con aree del Paese controllate da milizie ribelli che sottopongono i civili ad atrocità di massa come stupri e violenze sessuali, esecuzioni arbitrarie e povertà estrema. La RDC è anche uno dei Paesi con il più alto tasso di sfollati interni. Infatti, secondo le stime dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, il numero di sfollati interni nella RDC ammonta a circa 4,5 milioni. La parte orientale del Paese, in particolare le regioni dell’Ituri, Kasai e Kivu, è particolarmente instabile e violenta, essendo sotto il controllo delle milizie ribelli. È proprio in  queste zone che sono riprese di recente le uccisioni di massa, come suggeriscono il  massacro di 57 persone e l'incendio di 25 case nella provincia dell’Ituri. Inoltre, il numero di persone uccise negli attacchi potrebbe essere ancora più elevato delle vittime segnalate, poiché le autorità hanno confermato che diverse persone sono ancora disperse nei villaggi dove sono avvenuti gli attacchi.

All'inizio di maggio, il presidente della RDC, Felix Tshisekedi, ha dichiarato le regioni del Nord Kivu e dell'Ituri sotto assedio e ha ordinato ai militari di prendere il controllo. L'imposizione della legge marziale in queste due regioni è stata criticata da Human Rights Watch in quanto ciò comporta l'autorità dei militari di limitare i movimenti delle persone, perquisire le case, vietare le pubblicazioni e le riunioni e arrestare le persone per disturbo dell’ordine pubblico. Di conseguenza, nonostante le rassicurazioni dell'autorità che i diritti umani internazionali e il diritto umanitario saranno rispettati, il nuovo controllo militare potrebbe aprire le porte ad un'altra ondata di violazioni dei diritti umani dei civili.

 

Per saperne di più: 

https://nation.africa/kenya/news/africa/rebels-massacre-57-in-eastern-drc-attack-say-local-officials-3420684

https://microsites-live-backend.cfr.org/global-conflict-tracker/conflict/violence-democratic-republic-congo

https://www.hrw.org/news/2021/05/07/martial-law-eastern-congo-no-pretext-abuse

 

Author: Carla Leonetti; Editor: Eleonora Gonnelli

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