Almeno 22 civili uccisi da militanti ugandesi nell’est della RDC

Una donna trasporta merci in un villaggio della Repubblica Democratica del Congo Una donna trasporta merci in un villaggio della Repubblica Democratica del Congo Photo by Andreas on Pexels

06 gennaio 2021

Secondo le autorità locali l’attacco sarebbe stato commesso dal gruppo ribelle ugandese Forze Democratiche Alleate

Lunedì 4 gennaio i militanti del gruppo ribelle ugandese Forze Democratiche Alleate (FDA) hanno brutalmente assassinato almeno 22 civili nel piccolo villaggio di Mwende, situato nei pressi di Beni nella zona orientale della Repubblica Democratica del Congo. Gli uomini, armati di maceti e coltelli, hanno fatto irruzione nel villaggio, massacrato alcuni dei suoi abitanti e saccheggiato le loro case. Secondo Fulbert Kasairo, un funzionario locale, “un’altra dozzina di civili sono stati sequestrati dagli assalitori e utilizzati per trasportare i beni rubati”. Quello in questione è stato il secondo attacco a civili in una settimana, dopo che altri 25 erano stati uccisi nel villaggio di Tingwe la notte del 31 Dicembre. Questi ripetuti episodi di violenza “stanno causando massicci spostamenti delle popolazioni locali verso aree più sicure”, ha ammesso il leader locale Bozy Sindiwako.

Oltre a questi attacchi, le autorità hanno comunicato che altri 21 corpi in stato di decomposizione sono stati trovati nelle località di Loselose e Loulo, nella stessa regione. Anche in questo caso i colpevoli sarebbero i ribelli delle FDA. Questo gruppo militante, formato nel nord-est dell’Uganda nei primi anni 90’, è stato operativo nella regione orientale della RDC sin dal 1995. Dal 2014 ha compiuto regolarmente massacri nella regione di Beni e la sua violenza si è intensificata nel 2019 e 2020 quando più di 1,000 civili hanno perso la vita per mano dei militanti. Queste cifre rendono le FDA il gruppo armato più letale tra i numerosi attivi nella zona e anche uno dei più violenti. Infatti, il loro modus operandi è spietato dato che usano coltelli per attaccare le vittime mentre queste stanno tornando dai campi o si trovano nel villaggio di notte.

Gli abitanti della regione hanno accusato il governo per la sua incapacità di proteggere i civili da questi ripetuti attacchi. Infatti, nonostante il maggior numero di operazioni militari e di soldati impiegati, le autorità non sono state in grado di fermare i massacri di civili, che vivono nella paura e nell’incertezza sul loro futuro. Il Segretario Generale dell’ONU António Guterres ha condannato fermamente la violenza contro le popolazioni locali e ha insistito sull’importanza che i responsabili di queste atrocità siano portati davanti alla giustizia. Inoltre, ha anche sottolineato la determinazione della Missione dell’ONU per la Stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO) di continuare a lavorare per proteggere i cittadini e appoggiare gli sforzi nazionali verso la pace e la stabilità nel medio e lungo termine.

 

Per saperne di più:

https://www.aljazeera.com/news/2021/1/6/at-least-22-civilians-killed-in-rebel-attack-in-eastern-drc

https://news.un.org/en/story/2021/01/1081562

https://www.aa.com.tr/en/africa/rebels-kill-at-least-22-civilians-in-eastern-dr-congo/2098929#

 

Autore: Michele Pitta

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