Etiopia, civili in pericolo allo scadere dell’ultimatum governativo

Rifugiati provenienti dalla regione etiope del Tigray si riversano in Sudan Rifugiati provenienti dalla regione etiope del Tigray si riversano in Sudan Marwan Ali/ABC News

25 Novembre 2020

Gli avvertimenti del governo etiope hanno suscitato preoccupazioni in merito alla sorte dei civili coinvolti nell’attacco sulla città di Mekelle

Il 22 novembre 2020, il primo ministro Abiy Ahmed ha lanciato un ultimatum di 72 ore al Fronte di liberazione del popolo del Tigray (Tigray People's Liberation Front - TPLF) chiedendone la resa e minacciando un attacco militare sulla capitale regionale degli altipiani, Mekelle. Alcune ore dopo la scadenza dell'ultimatum, Ahmed ha rilasciato una dichiarazione pubblicata su Twitter, dove ordinava all'esercito etiope di recarsi a Mekelle e iniziare "la fase finale". Residenti e civili sono stati invitati a "stare in casa".

Human Rights Watch (HRW) ha sottolineato che tali avvertimenti non assolvono il governo dal dovere di prendere tutte le misure necessarie a proteggere i civili. Poiché più di 500.000 persone risiedono nella città di Mekelle, Human Rights Watch (HRW) ha espresso preoccupazione per l'uso di aviazione e armi pesanti nella zona, osservando che alcuni civili non hanno modo di ottemperare agli ordini di evacuazione. Alcuni potrebbero non avere un posto sicuro dove rifugiarsi, oppure trovarsi ad affrontare problemi di salute, disabilità o paura. Tuttavia, i civili che non evacuano a seguito di un avvertimento sono ancora pienamente protetti dal diritto internazionale. HRW ha inoltre stabilito che gli attacchi devono essere annullati quando risulta evidente che l'obiettivo è civile o che la perdita di civili sarebbe sproporzionata rispetto al vantaggio militare previsto.

Jake Sullivan, nominato consigliere per la sicurezza nazionale dal presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden, ha espresso in un Tweet la sua preoccupazione non solo per il rischio di violenza contro i civili, ma anche per i potenziali crimini di guerra che potrebbero essere commessi a seguito dei combattimenti nell’area di Mekelle.

Secondo Al Jazeera, la recente escalation del conflitto è già costata la vita di migliaia di persone. È stata inoltre confermata la distruzione diffusa di case e terreni agricoli, colpiti durante bombardamenti aerei e combattimenti al suolo. Circa 40.000 rifugiati etiopi sono fuggiti in una zona remota del Sudan. Organizzazioni umanitarie e comunità locali stanno lottando per sfamarli, curarli e dar loro un rifugio, ma molti di loro sono costretti ad aspettare "più di una settimana" per accedere agli aiuti. Non è stato tuttavia possibile confermare i dettagli della situazione sul campo, poiché connessione telefonica e rete internet sono in gran parte interrotte e l'accesso all'area è strettamente controllato.

 

Per saperne di più:

https://www.reuters.com/article/ethiopia-conflict/african-envoys-head-for-ethiopia-where-thousands-of-war-dead-reported-idUSKBN2851HY

https://www.hrw.org/news/2020/11/25/qa-conflict-ethiopia-and-international-law

https://www.aljazeera.com/news/2020/11/26/ethiopia-to-begin-final-phase-of-tigray-offensive-pm-abiy

 

Autore: Catherine Gregoire; Traduzione: Ester Zangrandi

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