Yemen: il capro espiatorio del Covid-19 innesca nuovi sfollamenti

Un medico che cura un paziente in una struttura sanitaria ad Aden City, Yemen Un medico che cura un paziente in una struttura sanitaria ad Aden City, Yemen IOM/Rami Ibrahim

21 luglio 2020

La preoccupazione delle agenzie per le migrazioni di fronte all’emergenza Covid-19 che aggrava lo sfollamento nello Yemen devastato dalla guerra

A partire da marzo fino al 18 luglio, oltre 10.000 persone sono state intervistate dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM). “La paura dell’infezione e l’impatto dell’epidemia sui servizi e sull’economia” sono le ragioni comuni che le hanno spinte a lasciare gli hotspot di Coronavirus. “Una donna di nome Salam, di Aden, ha riferito di aver visto persone che vendevano materassi, coperte e vestiti per bambini per venire incontro alle proprie esigenze di base”, è quanto Paul Dillon, il portavoce dell’IOM, ha dichiarato ai giornalisti a Ginevra. “Donne sfollate, che lavoravano come cameriere, sono state costrette a  chiedere l’elemosina per strada, perché i potenziali datori di lavoro temono che possano essere portatrici del virus.” 

Alcuni sfollati si stanno spostando da Aden e Lahj verso aree all’interno degli stessi governatorati, meno colpiti dall’epidemia. Paul Dillon ha altresì condiviso la sua preoccupazione in merito ai falsi racconti sul Covid-19 diffusi nello Yemen. Queste le sue parole:  “False informazioni sono state diffuse in diverse aree riguardo il virus e i casi emergenti e molto chiari di xenofobia e attacchi xenofobi diretti agli sfollati.”

Stando ai dati rilasciati dal Data Tracking Matrix dell’IOM, oltre 100.000 persone sono state costrette a fuggire a causa dell’insicurezza e dei conflitti a partire da gennaio. Nonostante i casi di infezioni da Covid-19 segnalati dal governo rimangono notevolmente bassi, è opinione diffusa che i numeri effettivi siano molto più elevati. Ciò si deve alla limitata capacità e disponibilità di effettuare i test in Yemen.

Paul Dillon ha poi menzionato il fatto che metà delle strutture sanitarie in Yemen sono state chiuse o danneggiate a partire dall’escalation di violenze nel 2015, tra le forze del  Presidente Abdrabbuh Mansur Hadi - sostenuto dalla coalizione internazionale guidata dai Sauditi – e di fatto le milizie Houthi, che possono contare anche sul supporto internazionale per il controllo della nazione araba.

 

Per saperne di più:

https://news.un.org/en/story/2020/07/106873

 

Autore: Saumya Bhardwaj; Traduzione: Simona Smacchi

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