La Nigeria e la crisi dell’insicurezza

Un dottore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità vaccina un bambino Un dottore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità vaccina un bambino WHO/A. Clements-Hunt

16 Marzo 2020

La Nigeria si trova oggi nella trappola di attacchi terroristici, tensioni etniche e religiose, problemi sociali e di governabilità

È notizia recente che domenica 1 marzo, circa 100 uomini armati hanno attaccato i villaggi di Kerawa, Zareyawa e Minda nello stato di Kaduna, uccidendo almeno 50 persone. Ufficiali locali pensano che siano banditi, la cui presenza è molto comune in questa regione, dove imperversano furti di bestiame e rapimenti. All’alba, i banditi hanno sparato ai fedeli all’uscita della moschea, mentre questi lasciavano l’edificio per le preghiere della mattina, prima di uccidere i residenti e bruciare e saccheggiare le case. “Fino ad ora sono stati ritrovati 50 corpi, ma il dato non è definitivo ed è molto probabile che aumenterà, dato che le operazioni di ritrovamento sono ancora in corso”, ha affermato Zayyad Ibrahim, un legislatore del parlamento Nigeriano. Diverse persone sono state ferite nell’attacco e sono state portate in ospedali vicini, ha detto Ibrahim. L’assalto è avvenuto come rivendicazione per il presunto aiuto dato dagli abitanti dei villaggi alle operazioni dell’esercito contro i cosiddetti banditi nei loro rifugi nella foresta, ha detto il consigliere locale Dayyabu Kerawa. Secondo alcuni, come Alhaji Daiyibu Kerawa, appunto, gli attacchi potrebbero invece ben essere l'opera dei militanti di Boko Haram, che sono attivi da anni nel nord della Nigeria. Kerawa ha poi lanciato un appello al Presidente Muhammadu Buhari per inviare forze di sicurezza a proteggere l’area.

Come già detto, la Nigeria è oggi nel pieno di una crisi dai tanti aspetti. In particolare per ciò che riguarda il terrorismo, l’insorgenza di Boko Haram può essere spiegata alla luce di diverse problematiche sociali che affliggono la popolazione, come la povertà diffusa e le divisioni etniche e religiose (essenzialmente tra i Cristiani e i Musulmani). I gruppi estremisti  sono stati in grado di inserirsi nelle fratture create da queste sofferenze, per affermare la loro ideologia. Boko Haram ha accresciuto i suoi ranghi avvantaggiandosi della rabbia diffusa e del risentimento nel nord della Nigeria riguardo agli squilibri di ricchezza del Paese, e ha sfruttato la retorica religiosa per giustificare la sua violenza. Nel frattempo, gli sforzi dell’esercito per contrastare la violenza armata sono stati continuamente minati dal basso morale delle truppe, dal sabotaggio di simpatizzanti di Boko Haram, e da presunti abusi dei diritti umani da parte delle forze di sicurezza, che hanno alienato loro il supporto locale. 

In ogni modo, il problema non può essere esclusivamente risolto con i mezzi militari, distruggendo Boko Haram e altri gruppi radicali, ma è necessario un approccio a più livelli, che deve certamente comprendere l’uso misurato della forza, assieme ad investimenti proattivi per lo sviluppo, per alleviare le problematiche sociali ed economiche, e contrastare le ideologie estremiste. 




Per saperne di più: 

https://www.voanews.com/africa/over-50-killed-armed-men-attack-villages-northern-nigeria

https://www.aljazeera.com/news/2020/03/50-killed-northern-nigeria-bandit-attacks-200302133135648.html

https://www.peaceinsight.org/blog/2015/02/boko-haram-civil-society-nigeria/




Autore: Pasquale Candela; Editor: Shrabya Ghimire

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