Tutela della salute nei conflitti armati

Intervento chirurgico in corso Intervento chirurgico in corso © Photo by Vidal Balielo Jr. on Pexels

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto della CICR sulla protezione della salute in contesti conflittuali

Il Diritto Internazionale Umanitario, anche noto come la “legge delle guerre”, consiste nell’insieme di regole volte a proteggere coloro che non prendono parte alle ostilità e a porre alcuni limiti ai mezzi ed ai metodi di combattimento. Queste regole non sono però assolute, dal momento che devono coesistere con l’obiettivo militare della vittoria della guerra. Comunque, il Rapporto del Comitato Internazionale della Croce Rossa CICR) sul rispetto e la protezione della salute in tempi di guerra e in altre situazioni al di fuori dell’ambito del DIU richiama il ruolo fondamentale delle leggi di guerra dirette alla salvaguardia delle condizioni psico-fisiche delle vittime dei conflitti, al fine di mitigare le terribili sofferenze delle persone colpite dalle guerre. In questo contesto, le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 (CG) e i due Protocolli Addizionali del 1977 (PA) rappresentano i pilastri della protezione della salute durante i conflitti armati. In più, il Rapporto evidenzia come questo impianto legislativo non sia limitato ai documenti di Ginevra: infatti, le regole contenute nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e nelle Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali sono applicabili in ogni circostanza, facendo dunque riferimento anche ai tempi di guerra.

Esaminando le normative ginevrine, l’articolo 12 della CG I stabilisce che i feriti e i malati devono essere tutelati in ogni situazione, e che ogni grave violazione di questo obbligo ammonta ad un crimine di guerra. Lo stesso vale per il diniego di cure mediche, a condizione che tale diniego sia abbastanza grave da costituire trattamento crudele o inumano, o addirittura tortura. Inoltre, le parti del conflitto hanno il dovere di cercare i feriti di guerra tempestivamente, così da assicurare che essi ricevano cure adeguate senza ritardi. Vale la pena ricordare che, quando si tratta di fornire cure a feriti e malati, vige un obbligo generale di non discriminazione tra le persone bisognose, dal momento che tutti devono essere trattati egualmente. Risulta inoltre ovvio che, allo scopo di far sì che queste regole vengano effettivamente rispettate, è fondamentale che anche il personale medico goda della piena protezione dagli attacchi nemici. Per questo motivo, le parti di un conflitto non possono usare emblemi protetti per effettuare offensive, così da evitare che essi possano trarre benefici impropri dalla protezione riservata alle unità ed ai mezzi di trasporto sanitari.

Esaminando ora le normative applicabili sia in tempi di pace che di guerra, l’articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e l’articolo 12 della Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali stabiliscono che gli Stati devono adottare misure per assicurare a ciascuno il godimento del diritto alla salute, fornendo a tutte le persone l’accesso ad una varietà di infrastrutture, beni e servizi necessari per la realizzazione del livello più elevato possibile di condizione psico-fisica.

In conclusione, è importante tenere a mente che i documenti ginevrini e la Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali sono vincolante solo per gli Stati che li hanno ratificati. Inoltre, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è appunto un atto non avente effetto vincolante. Ad ogni modo, le regole volte alla protezione della salute sono oggi generalmente riconosciute come parte del diritto internazionale consuetudinario. Di conseguenza, tali norme devono essere rispettate a prescindere dalla ratificazione dei suddetti documenti. Questo approccio favorisce l’estesa applicazione di tale impianto legislativo, contribuendo a migliorare la tutela della salute delle persone colpite dai conflitti.

 

Fonti:

https://www.icrc.org/en/document/respecting-and-protecting-health-care-armed-conflicts-and-situations-not-covered

 

Autore: Gianpaolo Mascaro; Editor: Jasmina Saric

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