Afghanistan, il 40% dei civili colpiti da attacchi aerei sono bambini

Un gruppo di bambini in un villaggio in Afghanistan Un gruppo di bambini in un villaggio in Afghanistan © Photo by NathanDerrick on iStock

Quest’articolo è una breve presentazione del rapporto di Action on Armed Violence sui bambini vittime di attacchi aerei in Afghanistan.

Action on Armed Violence (AOAV) è un'associazione di ricerca dedicata all'analisi e al monitoraggio delle cause e delle conseguenze della violenza armata al fine di ridurre l'impatto dei conflitti armati. In questo rapporto, AOAV ha analizzato i dati della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) sulle vittime degli attacchi aerei in Afghanistan nel periodo tra il 2016 e il 2020. Da questa analisi, AOAV ha denunciato il numero inaccettabile di bambini feriti e uccisi, pari al 40% di tutte le vittime civili degli attacchi aerei.

Secondo i dati raccolti, tra il 2016 e il 2020, le vittime civili degli attacchi aerei sono state 3.977, di cui 2.122 uccisi e 1.855 feriti. Del numero complessivo di civili colpiti, 1.598, vale a dire il 40%, sono bambini, di cui 785 uccisi e 813 feriti, mentre questi ultimi rappresentano il 37% delle morti civili da attacchi aerei. Inoltre, secondo i dati dell’UNAMA, il 50% delle vittime e il 62% delle morti civili da attacchi aerei sono stati causati dalla coalizione internazionale. Dopo il 2017, è stato registrato un aumento delle vittime, con dati triplicati tra il 2017 e il 2019, da 247 a 757. Questo aumento è direttamente collegato all’incremento negli attacchi aerei da parte degli Stati Uniti (USA) e del governo afgano. Infatti, nell'ottobre 2017 gli Stati Uniti hanno allentato le regole di ingaggio per gli attacchi aerei contro i talebani come parte della promessa del presidente Trump di "eliminare le restrizioni ed espandere le autorità" per i combattenti in Afghanistan. Le nuove regole hanno permesso di prendere di mira le postazioni talebane anche se non in prossimità delle forze NATO o afgane. L'abolizione delle restrizioni ha però provocato un grave aumento delle vittime civili, una minore regolamentazione negli attacchi aerei e una trasparenza ridotta sul numero delle vittime. Di conseguenza, dopo che gli Stati Uniti hanno allentato le regole di ingaggio, il numero di vittime degli attacchi aerei è aumentato dell'85% in un anno (2017-2018) e nel 2019, le forze aeree statunitensi sono state responsabili di più di due terzi delle vittime infantili degli attacchi aerei. Esemplare delle drastiche conseguenze della deregolamentazione negli attacchi aerei statunitensi è l'incidente del luglio 2018 quando le forze aeree statunitensi hanno preso di mira un complesso residenziale nel distretto di Chahar Dara, nella provincia di Kunduz, uccidendo 14 donne e bambini.   

Dopo le nuove regole di ingaggio del 2017, e in particolare dopo l'accordo tra gli Stati Uniti e i talebani firmato nel marzo 2020, la trasparenza sul numero di vittime degli attacchi aerei statunitensi è stata compromessa. Infatti, il numero di vittime civili comunicato dagli Stati Uniti differisce ampiamente dai dati raccolti dall’ UNAMA. Nel 2018, gli USA hanno riconosciuto la responsabilità di 118 vittime, di cui 70 uccisi e 48 feriti, una differenza di oltre il 500% con il numero di vittime riportato dall'UNAMA. Anche nel 2019, gli Stati Uniti hanno riconosciuto 98 morti e 61 feriti, di nuovo una differenza del 500% rispetto ai dati UNAMA. Inoltre, in seguito all'accordo tra gli Stati Uniti e i Taliban del marzo 2020 e al ridimensionamento delle operazioni aeree, il comando centrale delle forze aeree statunitensi ha sospeso la pubblicazione dei rapporti mensili sulle operazioni aeree. Tuttavia, per i primi due mesi del 2020, l'UNAMA ha attribuito alla coalizione internazionale 39 bambini vittime, di cui 32 uccisi e sette feriti.

Nonostante i colloqui di pace tra i talebani e il governo afgano, iniziati nel settembre 2020, i talebani continuano a compiere attacchi contro i civili. Un incremento degli attacchi è stato registrato in risposta al mancato ritiro delle truppe da parte dell'amministrazione statunitense entro il 1° maggio e al prolungamento della scadenza all'11 settembre 2021. Inoltre, si teme che il ritiro degli Stati Uniti fornisca ai talebani un’autorizzazione a prendere il sopravvento, aumentando l'instabilità e la violenza nel Paese. In conclusione, AOAV ha espresso preoccupazione per un futuro aumento delle vittime civili. Infatti, con il ritiro degli Stati Uniti, le forze afghane addestrate dagli USA prenderanno il comando degli attacchi aerei nella lotta contro i talebani, suscitando timore per un incremento delle vittime. I dati forniti dall'UNAMA sono, infatti, indicativi dell'aumento dei civili colpiti in quanto, dopo il subentro delle forze afghane, il numero di vittime civili registrato nei primi sei mesi del 2020 è triplicato rispetto allo stesso periodo del 2019.

 

Fonti:

https://aoav.org.uk/2021/40-of-all-civilian-casualties-from-airstrikes-in-afghanistan-almost-1600-in-the-last-five-years-were-children/

 

Author: Carla Leonetti; Editor: Eleonora Gonnelli

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