Dieci anni di violenza esplosiva in Afghanistan (2011-2020)

Convoglio di veicoli delle forze armate in Afghanistan Convoglio di veicoli delle forze armate in Afghanistan © Photo by AHDesignConcepts on iStock

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto di AOAV relativo all'ultimo decennio di violenza esplosiva in Afghanistan.

Action on Armed Violence (AOAV) è un'organizzazione non governativa (ONG) senza scopo di lucro con sede nel Regno Unito che si dedica alla ricerca e alla sensibilizzazione sulla violenza armata nel mondo. L'organizzazione presenta rapporti sulla violenza armata globale e si impegna a ridurre al minimo i danni provocati e a ricostruire le vite colpite dalla violenza armata. Le sue ricerche riguardano principalmente le metodologie per eliminare la violenza armata, le conseguenze delle armi esplosive sul luogo di impatto, e le ripercussioni derivanti dalla violenza esplosiva. AOAV ha promosso e contribuito ad accordi internazionali relativi al disarmo. L'organizzazione ha registrato e analizzato più di dieci anni di dati sulla violenza esplosiva. Questo rapporto si concentra sui modelli che sono stati identificati per quanto riguarda la violenza esplosiva in Afghanistan.

Il rapporto ha evidenziato che, nei dieci anni in cui l'AOAV ha monitorato i danni della violenza esplosiva globale, nel 2020 "l'Afghanistan è stato identificato come il Paese con l'impatto peggiore al mondo per quanto riguarda le vittime civili colpite da armi esplosive". Tra il 2011 e il 2020, AOAV ha rilevato 49.039 morti e feriti a causa della violenza esplosiva in Afghanistan, di cui 28.356 (58%) erano civili. Durante questo periodo di tempo, gli ordigni esplosivi improvvisati (IED), le armi lanciate da terra e gli attacchi aerei sono stati responsabili della maggior parte delle morti: gli ordigni esplosivi improvvisati hanno causato il 79% di tutte le vittime civili, le armi lanciate da terra il 10% e gli attacchi aerei l'8%.

Tuttavia, quando la violenza esplosiva è stata dispiegata in aree densamente popolate dell'Afghanistan, l'83% delle persone uccise o ferite erano civili. Nel 2019 l'AOAV ha registrato 4630 morti e feriti e questo lo ha reso l'anno più distruttivo per le vittime civili negli ultimi dieci anni. All'inizio del decennio, l'Afghanistan era il quarto Paese più colpito dalla violenza esplosiva, con un numero di vittime maggiore in Iraq, Siria e Pakistan. Tuttavia, dal 2016 in poi, il Paese è salito più in alto nella classifica, registrando un numero crescente di vittime civili. In particolare, tra il 2016 e il 2017 si è verificato un aumento del 42% del numero di civili uccisi o feriti dalla violenza esplosiva. Poiché in Afghanistan le condizioni di sicurezza hanno continuato a deteriorarsi, nel 2020 è diventato il Paese più colpito al mondo dalla violenza esplosiva, nonostante l'escalation dei conflitti in altri Paesi che sono anch'essi gravemente colpiti.

Il rapporto dell'AOAV ha rilevato che, anche se negli ultimi anni sono diminuiti i tassi di violenza esplosiva a livello globale, i civili afgani continuano ad affrontare quantità implacabili di violenza. La persistenza della violenza è in gran parte attribuita agli attacchi sferrati da operatori non statali, principalmente i talebani e l'ISIS (Stato Islamico). Secondo AOAV, solo nel 2019, i talebani sono stati responsabili di "almeno il 41% di tutti i morti e feriti civili nel Paese, e l'ISIS ha rivendicato la responsabilità di almeno il 12% di tutte le vittime." Questi modelli dimostrano che i negoziati di pace afghani avviati nel 2020 hanno avuto un impatto minimo sulla riduzione delle violenze esplosive e dei danni ai civili.

Per saperne di più: www.aoav.org.uk/2021/explosive-violence-trends-and-patterns-in-afghanistan-2011-2020/

 

Autore: Sitara Sandhu; Editor: Alexander Collin; Traduttore: Debora Salvo

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