Situazione di impasse nella guerra del Tigray in Etiopia

Tre soldati etiopi nel deserto Tre soldati etiopi nel deserto © Photo by Yuzu2020 on iStock

Quest'articolo è una breve presentazione del rapporto "Ethiopia's Tigray War: a Deadly, Dangerous Stalemate" dell’International Crisis Group

L’International Crisis Group è un'organizzazione indipendente che si occupa di prevenzione dei conflitti e di definizione di politiche volte a promuovere la pace e il buon governo. L'organizzazione si impegna direttamente con le parti in conflitto per raccogliere le informazioni necessarie ad incoraggiare l'adozione di misure di pace da parte dei belligeranti e della comunità internazionale. Il rapporto dell’International Crisis Group fornisce una panoramica dei recenti sviluppi del conflitto nel Tigray ed è volto a suggerire alla comunità internazionale quali mosse intraprendere per far cessare i combattimenti e la distruzione che essi causano. 

Le ostilità nella regione del Tigray, situata nella parte più settentrionale dell'Etiopia, sono scoppiate nel novembre 2020 tra il partito Tigray People's Liberation Front (TPLF) e le forze armate del governo federale guidato dal Primo Ministro Abiy Ahmed, accusato dal primo di governare illegittimamente. Nonostante il Primo Ministro abbia dichiarato, a fine novembre, la cessazione delle ostilità, gli scontri non si sono mai fermati. Ad oggi si è raggiunta una situazione di stallo determinata l’impossibilità delle due parti di prevaricare sull’'avversario. Oltre ai suddetti attori in conflitto, altre forze militari sono coinvolte nel lotta. La regione è infatti diventata un campo di battaglia di quattro forze diverse con le Tigray Defense Forces che occupano la parte rurale del Tigray centrale così come alcune aree nell'est e nel sud, contro l'esercito etiope che ha occupato le città della regione. Le forze governative sono aiutate dalle forze regionali di Amhara presenti nel Tigray occidentale e meridionale, e dall'esercito eritreo che opera nella parte nord-occidentale, centrale e orientale della regione. Tutti e quattro i gruppi belligeranti, in particolare forze eritree, sono stati accusati dalle organizzazioni per i diritti umani di aver compiuto atrocità contro i civili, convincendo il Primo Ministro Abiy a chiedere il ritiro delle forze eritree e di Amhara, in seguito alla pressione della comunità internazionale. Tuttavia, il ritiro di queste ultime non è ancora stato ottenuto poiché, soprattutto per quanto riguarda le forze Amhara, le milizie sono motivate da guadagni territoriali nel territorio del Tigray.

Il conflitto ha avuto un impatto devastante sulla popolazione civile, con 4,5 milioni di persone nella regione in bisogno di forniture di emergenza alimentare, come riportato dall'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari. La regione soffre di carenze croniche di cibo, iniziate prima del conflitto a causa di un'invasione di locuste, mentre la lotta è scoppiata proprio nel periodo del raccolto e ora ostacola le attività di aratura e semina, esponendo la popolazione al rischio di fame di massa. Il 30 marzo, il governo federale ha annunciato di star fornendo cibo a circa 4,2 milioni di persone nella regione, un aumento massiccio rispetto ai 950.000 che necessitavano di assistenza prima della guerra. Inoltre, il conflitto ha ostacolato l'accesso della popolazione all'assistenza sanitaria e ad altri servizi necessari, causando l’interruzione delle comunicazioni, la chiusura delle banche e la distruzione di più di due terzi delle strutture sanitarie della regione. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha, inoltre, denunciato le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario commesse a danno dei civili da parte delle forze belligeranti, come potenzialmente equivalenti a crimini di guerra e contro l'umanità. Le forze etiopi ed eritree sono state accusate di violenze sessuali, saccheggi e massacri, mentre le forze di Amhara hanno deportato gli abitanti dalla parte occidentale della regione. I dati ufficiali sulle vittime non sono disponibili a causa della difficoltà di accesso alla regione, ma agenzie di stampa come la BBC hanno comunicato che il bilancio delle vittime ammonterebbe a 52.000, mentre più di due milioni di persone sono sfollate internamente nella regione. 

L’International Crisis Group ha fatto appello agli attori internazionali affinché procedano a piccoli passi per raggiungere obiettivi limitati, che porterebbero a soluzioni più ampie. L'organizzazione ha esortato la comunità internazionale a sollecitare il Primo Ministro a dichiarare una pausa nella lotta così da permettere l'aratura e la semina, in luce dell'arrivo della stagione delle piogge a giugno, per prevenire una carestia. Inoltre, è stato raccomandato che attori come l'ONU, l'Unione Europea e l'Unione Africana facciano pressione sul primo ministro Abiy affinché rispetti la promessa di espellere le truppe eritree, di incrementare l’accesso delle organizzazioni umanitarie, ed esortarlo ad abbandonare la ricerca di una vittoria totale, impegnandosi invece in negoziati con i ribelli, un passo necessario per la possibilità di un futuro cessate il fuoco. 



Per saperne di più:

https://www.crisisgroup.org/africa/horn-africa/ethiopiaeritrea/b171-ethiopias-tigray-war-deadly-dangerous-stalemate

https://www.bbc.com/news/world-africa-55905108

 

Author: Carla Leonetti; Editor: Francesca Mencuccini

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