L’impatto delle armi esplosive sull’educazione dei bambini

Ragazzi nella classe di una scuola pachistana. Ragazzi nella classe di una scuola pachistana. © Photo by Danish Khan on iStock

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto di AOAV sull'impatto della violenza esplosiva sull'educazione dei bambini.

 Action on Armed Violence (AOAV) è un'organizzazione non governativa (ONG) senza scopo di lucro con sede nel Regno Unito che si dedica alla raccolta di informazioni e alla sensibilizzazione sulla violenza armata nel mondo. Lo scopo dell'organizzazione è quello di pubblicare rapporti sulla violenza armata globale e di impegnarsi per ridurre al minimo i danni e ricostruire le vite colpite dalla violenza armata. Gli studi riguardano principalmente i metodi per eliminare la violenza armata, le conseguenze delle armi esplosive nei punti di impatto e le conseguenze riverberanti della violenza esplosiva. L'AOAV ha promosso e contribuito agli accordi internazionali relativi al disarmo. Verity Hubbard, ricercatrice consulente di AOAV, ha redatto questo rapporto al fine di esaminare in modo esaustivo gli effetti della violenza esplosiva sulle scuole, dall'impatto immediato di un'esplosione alle conseguenze a lungo termine.

Le scuole sono spesso attaccate da soggetti non statali, poiché sono "simboli visibili della presenza dello Stato in cui gli insegnanti spesso agiscono come leader nella loro comunità". Secondo quanto stabilito dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, attaccare le scuole rientra tra le sei gravi violazioni contro i bambini in tempo di guerra. Secondo i dati raccolti da AOAV, tra il 2011 e il 2019 ci sono stati circa 370 incidenti di armi esplosive contro scuole e università di tutto il mondo. Questi incidenti sono responsabili della morte di più di 5541 civili, il 27% dei quali erano bambini. Nonostante l'autore degli attacchi non sia sempre noto, "il 58% degli incidenti di violenza esplosiva sulle scuole sono perpetrati da soggetti non statali quando lo status dell'autore è noto, mentre il 42% di essi è stato condotto da soggetti statali." In base ai dati aggiuntivi estratti dal monitoraggio della violenza esplosiva di AOAV, è emerso che gli ordigni esplosivi improvvisati (IED) sono l'arma esplosiva più comunemente usata per gli attacchi alle scuole, in quanto 111 dei 370 attacchi a scuole e strutture educative tra il 2011-2019 hanno coinvolto questi ordigni. Ma considerando che il raggio d'azione degli ordini è più ristretto e mirato rispetto a quello di altre armi esplosive, come gli attacchi aerei e i colpi di mortaio, si può concludere che questi attacchi sono stati premeditati e intenzionali.

Negli ultimi dieci anni, in Siria, Pakistan, Iraq e Afghanistan si è verificato il maggior numero di episodi di violenza esplosiva contro le scuole. La Siria ha registrato il più alto numero di incidenti, con 123 attacchi, molti dei quali sono stati perpetrati dalla Russia e dalla coalizione internazionale contro l'IS con l'utilizzo di bombardamenti aerei. La violenza esplosiva contro le scuole stravolge l'istruzione dei bambini e contribuisce ad aumentare il numero di bambini che non frequentano la scuola. "Il 20% dei bambini del mondo nella fascia di età della scuola primaria vive in Paesi interessati da conflitti, ma rappresentano circa la metà di tutti i bambini che non vanno a scuola". Questi incidenti instillano paura negli insegnanti e nei bambini, infliggono danni psicologici che durano tutta la vita agli alunni, distruggono le strutture educative e "generano instabilità e angoscia nelle comunità in cui operano le scuole".

Anche in seguito alla fine di un conflitto, il danno arrecato alle infrastrutture di uno Stato dalla violenza esplosiva può compromettere anche per anni la possibilità per i bambini di accedere all'istruzione. La mancanza di istruzione nei bambini altera permanentemente le loro prospettive future e "gli effetti possono riverberare per generazioni". Coloro che non frequentano la scuola hanno meno probabilità di contribuire alla società e le comunità che contano un alto numero di individui non istruiti sono più propense ai conflitti. Al fine di proteggere le strutture educative dalla violenza esplosiva e dare a più bambini la possibilità di condurre una vita prospera, le nazioni devono iniziare "impegnandosi nella protezione inderogabile delle scuole".



Per saperne di più:

aoav.org.uk/2021/the-impact-of-explosive-weapons-on-childrens-education/  

 

Autore: Sitara Sandhu; Editor: Gabriella Pavlakis; Traduzione: Debora Salvo

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