Un decennio di spostamenti forzati in Siria

Donna siriana in un campo profughi Donna siriana in un campo profughi © Photo by Joel Carillet on iStock

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto del Norwegian Refugee Council del decennio scorso sui conflitti in Siria.

Il Norwegian Refugee Council (NRC) è un'organizzazione umanitaria indipendente che offre supporto e assistenza agli sfollati. Questo ente non governativo provvede alla gestione dei campi, all'assistenza alimentare, alla fornitura di acqua potabile, alloggi, assistenza legale e istruzione in più di 30 Paesi. Inoltre, NRC gestisce un Centro di monitoraggio degli sfollati interni a Ginevra, ritenuto un leader globale nel monitoraggio, nel reporting e nella difesa degli individui sfollati all'interno del proprio territorio. Nel 2019, NRC ha assistito 9,1 milioni di persone in tutto il mondo. Questo rapporto è stato scritto da Alexandra Saieh, con l'assistenza di Samah Hadid e con il contributo di molti altri.

Il rapporto analizza le conseguenze che la guerra civile decennale ha avuto sulla popolazione civile in Siria e rivela le attuali condizioni di vita dei siriani sfollati. Ha esaminato le cause specifiche dello sfollamento, le attuali condizioni di vita della popolazione sfollata e ha fatto previsioni sul futuro dei civili siriani. Il rapporto del NRC sul conflitto decennale in Siria ha integrato l'analisi di altri resoconti pubblicati dal NRC sulle crisi che la Siria ha affrontato negli ultimi dieci anni, comprese le valutazioni interne e le esperienze dei progetti nella regione. Gli autori hanno utilizzato anche dati secondari, cifre sugli spostamenti e sui reinsediamenti, e valutazioni sui mezzi di sussistenza, sull'insicurezza alimentare e sull'accesso alla residenza legale. Le informazioni sono state corroborate da una serie di analisi aggiuntive ricavate da interviste con siriani sfollati in Siria, Giordania, Libano e Iraq settentrionale. Il rapporto ha concluso che, senza un accordo di cessate il fuoco in Siria e una maggiore assistenza umanitaria, è probabile che le attuali tendenze di sfollamento continuino.

Nel 2011, i siriani sono scesi in piazza per protestare contro il regime del presidente siriano, noto anche come regime di Assad. Le manifestazioni si sono rapidamente trasformate in una guerra civile su larga scala tra il regime di Assad e i cittadini che si opponevano al governo siriano. Secondo il rapporto, la situazione attuale del Paese martoriato dalla guerra è una delle crisi umanitarie più gravi del mondo, che ha causato la morte di quasi mezzo milione di persone, lo sfollamento di oltre la metà della popolazione siriana e la distruzione delle case e delle infrastrutture sociali a causa del conflitto. La diffusione del Covid-19 e gli effetti della pandemia hanno ulteriormente aggravato i bisogni umanitari della popolazione siriana. NRC prevede che, a meno che in Siria non cambi la traiettoria del conflitto, i prossimi dieci anni saranno caratterizzati dagli stessi schemi di sfollamento.

Il protrarsi del conflitto, l'insicurezza e i fattori economici rappresentano i principali fattori di sfollamento in Siria. La maggior parte dei profughi vive in una situazione di sfollamento prolungato in nazioni vicine come Iraq, Giordania, Libano e Turchia. Nonostante siano in molti a desiderare di tornare un giorno in Siria, ci sono poche possibilità che possano farlo a breve e in sicurezza. Tutti coloro che sono fuggiti dalla Siria continuano ad affrontare numerose sfide. I rifugiati hanno lottato per ottenere la residenza e il diritto legale di lavorare nelle nazioni che li ospitano, cosa che rende loro difficile soddisfare i loro bisogni fondamentali. Inoltre, con le crescenti difficoltà economiche nella regione e la chiusura delle frontiere di alcune nazioni in risposta alla pandemia, le opportunità di reinsediamento per i siriani sono limitate.

Al fine di evitare un altro decennio di conflitto devastante, NRC conclude che "tutte le parti coinvolte nella guerra devono istituire un cessate il fuoco permanente a livello nazionale, approvato dal Consiglio di sicurezza e imposto dai principali Stati membri che sostengono il governo siriano e i gruppi armati". Questo deve essere accompagnato da una soluzione politica approvata dalle parti coinvolte. I governi donatori e gli Stati più ricchi dovrebbero erogare finanziamenti adeguati per ogni settore della risposta umanitaria in Siria e nella regione circostante. Le nazioni in grado di accogliere i rifugiati dovrebbero incrementare i posti di reinsediamento e creare iniziative per "l'accesso a percorsi complementari, come opportunità di istruzione, visti umanitari e ricongiungimento familiare". In particolare, le istituzioni che forniscono assistenza alla Siria dovrebbero garantire che tutti gli interventi siano guidati "dalle esperienze e dalle prospettive delle popolazioni sfollate", al fine di affrontare sufficientemente i bisogni dei siriani.

 

Per saperne di più:

www.nrc.no/globalassets/pdf/reports/2021-darkest-decade/darkest-decade/the-darkest-decade.pdf

 

Autore: Sitara Sandhu; Editor: Gabriella Pavlakis; Traduzione: Debora Salvo

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