L’impatto delle armi esplosive sulla salute fisica dei bambini

Un gruppo di bambini in Sierra Leone Un gruppo di bambini in Sierra Leone © Photo by Annie Spratt on Unsplash

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto dell’AOAV sugli effetti delle armi esplosive sui bambini

Action on Armed Violence (AOAV) è un’organizzazione non governativa (ONG) senza scopo di lucro con sede nel Regno Unito, impegnata in attività di ricerca e sensibilizzazione sulla violenza armata nel mondo. L’organizzazione ha un profondo interesse per quanto riguarda le conseguenze delle armi esplosive nelle aree popolate. AOAV ha promosso e contribuito a svariati accordi internazionali inerenti al disarmo. Verity Hubbard, ricercatrice e consulente di AOAV, ha redatto questo rapporto sull’impatto delle armi esplosive sulla salute fisica dei bambini.

Il rapporto dell’AOAV sui danni causati ai bambini dalle armi esplosive si basa su dati estratti dal loro Explosive Violence Monitor, su studi condotti da Save the Children e Paediatric Blast Injury Partnership, e su interviste a medici e studiosi di salute pubblica. Save the Children è un’organizzazione che si occupa di fornire assistenza ai bambini di tutto il mondo, a livello sanitario, educativo e di protezione. La Paediatric Blast Injury Partnership è frutto della collaborazione tra Save the Children e l’Imperial College di Londra, oltre che di numerosi operativi esperti e medici, finalizzata alla creazione di un manuale per facilitare i soccorritori, i medici e altri operatori sanitari nel fornire assistenza medica ai bambini nelle zone di conflitto. Il rapporto identifica fattori unici che contribuiscono all’alto numero di decessi infantili causati da armi esplosive. 

Nonostante le armi esplosive uccidano e feriscano i civili a tassi significativamente più alti rispetto a quelli dei combattenti, la maggior parte delle ricerche sulle lesioni da esplosione ha analizzato l’impatto che esse hanno sui combattenti maschi in salute, ottenendo di conseguenza una scarsa conoscenza delle lesioni da esplosione in età pediatrica. Secondo i dati raccolti da AOAV, i civili rappresentano più del 90% delle vittime delle armi esplosive quando queste vengono utilizzate in aree popolate. Pertanto, il tasso di mortalità in ospedale dei bambini è più alto a causa dell’assenza di risorse mediche pediatriche e della mancanza di conoscenze su questo tipo di lesioni.

Le armi esplosive provocano più danni ai bambini rispetto a quelle convenzionali. Nel 2019, il 72% delle vittime infantili di Afghanistan, Yemen, Siria, Nigeria, Iraq (nazioni con i conflitti più letali per i bambini) sono state causate da armi esplosive. Analizzando in dettaglio la situazione in Siria, è emerso che "l'83% di tutte le morti di bambini sono state causate da armi esplosive, rispetto all'11% che è stato il risultato di sparatorie." Più specificamente, gli attacchi aerei contribuiscono maggiormente ai decessi di bambini rispetto alle altre forme di violenza esplosiva. Gli attacchi aerei sono condotti principalmente da soggetti statali, poiché quelli non statali possiedono raramente le risorse per condurre questo tipo di operazioni, il che significa che i soggetti statali sono responsabili di "almeno il 53% di tutte le morti di bambini per violenza esplosiva." Questi dati segnalano una violazione della Convenzione di Ginevra e delle Convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, trattati che sono stati ratificati/sottoscritti da tutti i soggetti statali. 

I bambini sono più vulnerabili alla morte causata da armi esplosive rispetto agli adulti. In genere, i bambini colpiti dalla violenza esplosiva subiscono ferite in più parti del corpo che il corpo di un bambino piccolo non può sopportare. Le ferite alla testa e al viso sono particolarmente comuni e sono molto più fatali rispetto a quelle agli arti. Le armi esplosive progettate per colpire un adulto possono uccidere un bambino a causa della loro "intrinseca vulnerabilità fisiologica." Anche in assenza di conflitto, i bambini sono suscettibili alla violenza esplosiva. Gli ordigni inesplosi (UXO) e i residuati bellici esplosivi (ERW), ovvero armi esplosive non esplose al momento dello spiegamento, sono responsabili della morte di molti bambini. Nei Paesi a rischio di conflitto, i bambini giocano nei campi minati e spesso raccolgono gli UXO e gli ERW, ingannati dal fatto che sembrino giocattoli. È più probabile che i maschi siano esposti alla violenza degli esplosivi, poiché sono maggiormente presenti "in aree sociali in cui sono presenti ordigni esplosivi improvvisati o lavorano in campi pieni di ERW e mine."

I bambini ricoverati con ferite causate da armi esplosive registrano alti tassi di mortalità, imputabili alla limitata conoscenza delle ferite pediatriche e alle insufficienti attrezzature mediche. Inoltre, i bambini che sopravvivono necessitano spesso di interventi chirurgici multipli e di cure post-operatorie estese, che comportano costi elevati. L'impossibilità di poter sostenere i costi delle cure mediche impedisce ai bambini di ricevere un trattamento terapeutico adeguato.

In conclusione, i bambini che vivono in Paesi teatro di conflitti sono particolarmente vulnerabili all'esposizione alle armi esplosive. Sebbene la ricerca sulle lesioni da esplosione sia focalizzata sui combattenti, i bambini sono spesso esposti a un pericolo maggiore a causa di risorse limitate e spese elevate, alla vulnerabilità fisiologica e all'instabilità dell'ambiente circostante. Sono necessari maggiori finanziamenti e ulteriori ricerche per ridurre il numero di bambini vittime della violenza esplosiva. 

 

Per saperne di più:

www.aoav.org.uk/2021/the-impact-of-explosive-weapons-on-childrens-physical-health

 

Autore: Sitara Sandhu; Editor: Gabriella Pavlakis; Traduzione: Debora Salvo

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