Bambini e conflitto armato in Mali

Bambina di 15 anni originaria del Mali Bambina di 15 anni originaria del Mali © Souleymane Bathieno for HP+

Questo articolo è una breve presentazione del terzo rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite sui bambini e il conflitto armato in Mali

Il rapporto "Children and Armed Conflict" del Segretario generale delle Nazioni Unite copre il periodo dal 1 ° luglio 2017 al 31 marzo 2020 e descrive le più gravi violazioni contro i bambini che si sono verificate dopo il rapporto precedente (S/2018/136), ripercorrendo i progressi fatti per affrontare e prevenire tali violazioni. Le infrazioni sono state confermate dalla task force nazionale delle Nazioni Unite sul monitoraggio e la segnalazione in Mali, co-presieduta dalla Missione multidimensionale integrata di stabilizzazione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA) e dal Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF).

Durante la revisione di questo rapporto, lo scenario politico in Mali è stato oggetto di cambiamenti significativi; le elezioni presidenziali che si sono tenute nel luglio 2018 hanno portato alla rielezione dell'allora Presidente in carica, a cui ha fatto seguito la firma di un trattato di pace tra l'ONU e il governo maliano, dando finalmente il benvenuto a una stagione di dialoghi volti a perseguire e accelerare una manovra di pace più completa. I dialoghi tanto attesi hanno avuto luogo da ottobre a dicembre 2019. Tuttavia, da allora la situazione è degenerata ed è culminata in un colpo di Stato, determinando uno scenario molto peggiore per i bambini maliani.

Come prevedibile l'acuirsi del conflitto, in particolare all'interno dei distretti centrali, dove si è assistito ad un eccezionale indebolimento della sicurezza e delle circostanze umanitarie a seguito dell l'intensificarsi della violenza intracomunitaria tra le comunità Dogon e Fulani, e la vicinanza di gruppi armati, tra cui quelli individuati dalle Nazioni Unite come soggetti intimidatori, ha portato alla stima di 1.764 gravi violazioni confermate che hanno colpito 1.092 bambini (251 giovani donne, 811 ragazzi, 30 sesso indefinito). Le suddette violazioni includono reclutamento e sfruttamento, uccisioni e mutilazioni, stupri e rapimenti, per non parlare della schiavitù e del traffico sessuale.

Come si legge nel rapporto, è quasi impossibile individuare tutti i gruppi terroristici presenti sul territorio, ed è ancora più complicato collegare ognuna di esse alle violazioni commesse.

Un totale di 202 bambini sono stati reclutati da CMA (MNLA), Mouvement arabe de l'Azawad-CMA (MAA-CMA), Haut Conseil pour l'unité de l'Azawad (HCUA), seguito da Platform (GATIA), Ganda Lassal Izo, Ganda Koy, MAA-Platform, Ganda Izo, il Front de libération des régions du Nord e membri non identificati di Platform. I gruppi scheggia di Platform e CMA hanno reclutato e utilizzato 23 bambini. I gruppi armati designati come terroristi erano responsabili di 39 episodi: JNIM (Front de libération du Macina (FLM), Ansar Eddine, Al-Mourabitoun e altri elementi JNIM, Stato islamico nel Grande Sahara (ISGS), MUJAO e gruppi armati non identificati. Alcuni i bambini ricevevano un addestramento militare e venivano usati come combattenti, altri erano sfruttati nei lavori domestici, come collaboratori domestici, corrieri, cuochi, autisti, guardie e pattuglie nei posti di blocco.

Gli stessi gruppi sono responsabili di aver commesso contro ragazze di età compresa tra gli 11 e i 17 anni atti di violenza sessuale, tra cui lo stupro e altre forme di barbarie sessuale in Mali è stato seriamente limitato a causa di diversi fattori, tra cui la prevalente fragilità delle vittime, la paura di ritorsioni, la necessità di protezione per i sopravvissuti e i testimoni, l'esenzione dalla pena, la vergogna, l'accesso limitato alla giustizia giuridica e i confini socioculturali.

Tentativi di difesa sono stati messi in atto dalla task force del paese, così come dal Rappresentante speciale per i bambini e i conflitti armati, e il Gruppo di lavoro sui bambini e i conflitti armati. L'advocacy mira a garantire la revisione della legge per includere la criminalizzazione del reclutamento e dell'utilizzo di tutti i bambini di età inferiore ai 18 anni, in conformità con gli standard internazionali. Ad oggi, il governo non ha apportato alcun miglioramento alla revisione e all'adozione della legislazione. A causa della scomparsa dei tribunali in alcune aree, della carenza di personale, della scarsa preparazione del personale legale, della necessità di servizi medici, del timore di ritorsioni e della stigmatizzazione, dell’assenza di sicurezza per vittime e testimoni, sono stati compiuti progressi molto insignificanti riguardo “la lotta all'impunità in termini di indagini, procedimenti giudiziari e condanne di sospetti autori di gravi violazioni ai danni dei bambini”.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres afferma di essere “estremamente preoccupato per il forte aumento del numero di gravi violazioni accertate commesse contro i bambini in Mali, in particolare il reclutamento e l'utilizzo di bambini, l'uccisione e la mutilazione di bambini, gli attacchi a scuole e ospedali e la negazione dell'accesso umanitario” e lancia quindi un appello alle istituzioni nella speranza che acquisiscano un senso di responsabilità e consapevolezza molto più forte, cruciale per porre fine a questi problemi.

Si stanno tentando azioni concrete, mentre il Ministero per la promozione delle donne, dei bambini e della famiglia sta collaborando con la task force del Paese per rafforzare i meccanismi basati sulla comunità per prevenire gravi violazioni, identificare e fornire assistenza ai bambini liberati dalle forze armate e dai gruppi, nonché ai bambini a rischio di violenza. La task force nazionale ha contribuito alla creazione e al funzionamento di due nuovi centri di transito e orientamento per i bambini liberati dalle forze armate e dai gruppi armati a Kidal e Mopti e ha continuato a sostenere i centri già istituiti a Bamako e Gao.



Per saperne di più: 

https://digitallibrary.un.org/record/3894136?ln=fr 

https://www.aljazeera.com/news/2020/12/22/un-mali-probe-sees-war-crimes-crimes-against-humanity 

https://reporting.unhcr.org/sites/default/files/UNHCR%20Mali%20Situation%20Regional%20Update%20-%20April%20-%20June%202019-.pdf

 

Autore: Benedetta Spizzichino; Editor: Eleonora Gonnelli

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