L’impatto dannoso dell’uso di armi esplosive sui civili

Bambino seduto sullo macerie a Mosul Bambino seduto sullo macerie a Mosul © LaPress / Reuters

Questo articolo è una breve presentazione del report di Airwars sull’impatto civile dell’uso di esplosivi nella guerra contro lo Stato Islamico

Ogni guerra che esplode nel mondo, ormai, viene combattuta attraverso l’impiego di armi esplosive - categoria a cui appartiene una vasta gamma di armi e munizioni, tra cui mortai, artiglieria, granate, missili, razzi e bombe per aerei – che, secondo il report pubblicato da Airwars alla fine di ottobre 2020, ha effetti dannosi diversi sui civili.

In particolare, le armi esplosive causano tre tipi di effetti: primari, secondari, terziari. I primari sono quegli effetti provocati direttamente dalle componenti dell’arma che portano a danni fisici e lesioni cerebrali; gli effetti secondari, invece, sono identificati come quelli che l’esplosione provoca sull’ambiente circostante, come il crollo di edifici o lancio di detriti; i terziari, infine, corrispondono agli effetti a lungo termine che i danni causati dalle armi esplosive avranno sulla vita degli uomini. 

Negli ultimi cinque anni, ad esempio, una delle guerre che ha visto un notevole impiego di armi esplosive è stata quella condotta dalla coalizione internazionale a guida USA contro il sedicente “Stato Islamico” (ISIS) in Siria e in Iraq. Seppur con l’intento di liberare i due Paesi mediorientali dalla presenza del terrorismo di matrice jihadista, le diverse campagne militari che si sono susseguite hanno distrutto le infrastrutture di base da cui dipendono le persone, danneggiando scuole, ospedali, case, infrastrutture idriche, ponti e strade, provocando traumi psicologici e sfollamenti di massa.

Secondo le stime di Airwars, dall’inizio della guerra contro l’ISIS 13.312 civili sono stati uccisi dai bombardamenti della coalizione internazionale, le cui principali operazioni sono state condotte per liberare le due capitali del califfato, Mosul e Raqqa. Sulla base dei registri pubblici disponibili, nella campagna di Mosul hanno perso la vita circa 12.000 civili, di cui il 75% a causa di armi esplosive. Le conseguenze della battaglia di Mosul non si riducono, però, soltanto al conteggio di morti e feriti: 700.000 persone, inizialmente, erano sfollate a causa dei combattimenti; 130.000 casa sono state distrutte; circa l’80% delle infrastrutture della città sono state rase al suolo. I danni, quindi, sono incalcolabili.

La stesso scenario si è verificato durante la liberazione di Raqqa, dove fino ad oggi sono stati recuperati 6.000 morti sotto le macerie, di cui 4.000 erano non combattenti. Oltre ad essere un “cimitero”, Raqqa è anche la «città più distrutta della nostra epoca», infatti più di 11.000 edifici sono stati distrutti da esplosioni e bombardamenti, tra cui otto ospedali, 29 moschee, più di 40 scuole e cinque università. «Strada dopo strada si vedono edifici vuoti e senza finestre. Miglia di macerie. Pile di metallo contorto. Rovina totale. Non c'è stata assistenza per i residenti e intere famiglie sono costrette a vivere in edifici bombardati. Nel frattempo, molti bambini passano tutto il giorno a rovistare tra le macerie alla ricerca di pezzi di acciaio e plastica da vendere per acquistare cibo. Rischiano lesioni e morte a causa di edifici non sicuri e mine non sgomberate», ha detto Kate Allen, direttrice di Amnesty UK dopo una visita nella città siriana nel maggio 2019. 

Cosa fare, dunque, per cercare di prevenire simili danni in futuro? Secondo Airwars, gli Stati dovrebbero evitare l’uso di armi esplosive ad ampio raggio; prevedere gli effetti diretti e indiretti dell’uso delle armi esplosive sulla vita dei civili e pianificare le operazioni militari alla luce di questi; supportare attivamente la fase di recovery e il processo di reconstruction building, così da accelerare e rendere effettiva la ricostruzioni dei Paesi distrutti dalle guerre.

 

Per saperne di più:

https://www.paxforpeace.nl/publications/all-publications/seeing-through-the-rubble

https://www.inherentresolve.mil/Portals/14/Documents/CIVCAS%20Releases/2020/CJTF-OIR%20Press%20Release-20200914-01-August%202020%20CIVCAS%20Report.pdf?ver=6JUS0OwebXNA8db_T4KbwQ%3d%3d

https://apnews.com/article/bbea7094fb954838a2fdc11278d65460

http://undocs.org/s/2018/462

https://apnews.com/article/bbea7094fb954838a2fdc11278d65460 

 

Autore: Antonella Palmiotti

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