L’inclusione delle donne nei processi di pace ai tempi del COVID-19

Donne che chiedono di partecipare ai processi di pace in Afghanistan Donne che chiedono di partecipare ai processi di pace in Afghanistan © JAWAD JALALI/ AAP

Questo articolo è una breve presentazione di "Covid-19 e conflitto: la partecipazione delle donne ai processi di pace" pubblicato ad agosto da UN Women

L'obiettivo del policy brief è quello di evidenziare come la pandemia stia influenzando gli scenari di guerra in tutto il mondo e di sottolineare quanto sia importante la partecipazione piena, paritaria e significativa delle donne ad un'efficace risposta al COVID-19 e agli sforzi tesi al raggiungimento della pace. Inoltre, il brief evidenzia come l'Agenda Donne Pace e Sicurezza (WPS) promossa dalle Nazioni Unite (ONU) possa condurre ad un processo decisionale inclusivo e a soluzioni sostenibili.

UN Women riconosce che quando la pandemia si inserisce in contesti di conflitto preesistenti, i suoi effetti aggravano le conseguenze patite dalle donne, aumentando la loro esposizione alla violenza domestica e al contagio. Il COVID-19 rappresenta una minaccia esistenziale per le donne, soprattutto quando il contagio si diffonde in contesti già tragici in cui vengono negate le più elementari tutele sanitarie. Il policy brief sottolinea che, nonostante a marzo il Segretario generale dell'ONU abbia chiesto un cessate il fuoco globale per preparare una risposta globale alla pandemia, i miglioramenti stentano a materializzarsi. Sulla scia la risoluzione 2532, in cui il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite rinnova la necessità di una tregua globale, il Segretario Generale dell'ONU ha avvertito che la pandemia sta esacerbando le cause alla radice dei conflitti, erodendo la fiducia nelle istituzioni pubbliche e minando così i tentativi di prevenzione dei conflitti a livello mondiale.

Di fronte a queste sfide, la società civile si stia mobilitando attraverso le piattaforme online ed i social media. Secondo UN Women, in questa fervente ondata di attivismo le donne ricoprono un ruolo chiave, creando reti e movimenti sociali che mirano alla cessazione totale delle ostilità e  ad una inclusiva partecipazione delle donne. L'importanza della partecipazione femminile nei processi di pace è riconosciuta dall'agenda WPS e sostenuta da 10 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. Secondo UN Women, in un contesto globale segnato dalla pandemia, l'agenda del WPS deve essere un quadro di riferimento per assorbire efficacemente l'impatto immediato del COVID-19 sulle popolazioni colpite dai conflitti e per assicurare la sostenibilità dei processi di ripresa, di resilienza e di pace a lungo termine.

Il diritto e l'interesse delle donne ad essere incluse nell'impegno per la pace produce innegabili vantaggi. In primo luogo, storicamente, quando le donne partecipano in massa ai processi di pace offrono prospettive inedite e ampliano il dibattito sulla ricostruzione del tessuto sociale, il che aumenta la probabilità di affrontare le cause alla radice del conflitto e di avviare processi di pace inclusivi. La ricerca sul coinvolgimento delle donne suggerisce che quando la partecipazione delle donne è garantita, gli accordi di pace hanno maggiori probabilità di durare. Inoltre, mentre il successo e la sostenibilità dei cessate il fuoco è in gran parte determinato dalla volontà delle parti in conflitto di cogliere l'opportunità di perseguire la pace, il coinvolgimento della società civile femminile è tendenzialmente associato a maggiori pressioni politiche sulle parti in conflitto e crea nuove finestre di opportunità. Ciò detto, UN Women osserva che le donne sono ancora scarsamente rappresentate nei processi di mediazione formale. In linea con quanto suggeriscono le ricerche commissionate da UN Women, senza l'impegno della società civile femminile i cessate il fuoco non rispondono ai bisogni differenziati per genere, esasperando le situazioni di fragilità.

Di fronte a una pandemia che non mostra segni di cedimento, UN Women offre una serie di raccomandazioni agli Stati membri dell'ONU volte all'inclusione delle donne nei processi di pace. Gli Stati sono tenuti a: massimizzare gli sforzi di advocacy politica per ottenere dei processi di pace inclusivi; implementare misure dedicate a promuovere la partecipazione significativa delle donne nei negoziati formali; fornire formazione e sostegno alle donne impegnate nei negoziati; sostenere processi di pace aperti ed inclusivi in cui la partecipazione dei movimenti femminili dal basso è amplificata; integrare le esigenze delle donne in tutte le analisi dei conflitti, nella pianificazione e nella progettazione dei processi.

 

Per saperne di più:
https://www.unwomen.org/-/media/headquarters/attachments/sections/library/publications/2020/policy-brief-covid-19-and-conflict-en.pdf?la=en&vs=4621

 

Autore: Gianmarco Italia; Editor: Barbara Caltabiano

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