Siria: un Paese che conta ancora troppe vittime civili

Bambina siriana che piange trovandosi da sola in un campo profughi  Bambina siriana che piange trovandosi da sola in un campo profughi © Erik De Castro / Reuters

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto del Network Siriano per i Diritti Umani sulle vittime civili in Siria 

Il Network Siriano per i Diritti Umani (SNHR – sigla inglese) il 1° ottobre ha pubblicato un report sulle vittime civili in Siria, evidenziando un aumento esponenziale del bilancio avvenuto a settembre, per cui dall’inizio del 2020 ad ottobre si contano 1337 morti. 

Tra le ragioni che hanno determinato questo incremento vi sono il perdurare del conflitto civile e la diffusione della pandemia. Il ministero della salute siriano, infatti, il 29 settembre ha dichiarato che i morti a causa del COVID-19 erano 197; mentre l’SNHR ha registrato la morte di 102 persone - tra cui 15 bambini e dieci donne - nel mese di settembre, o uccise per mano delle parti coinvolte nel conflitto armato siriano o vittime dell’esplosione di kamikaze o IED. Nello specifico, il regime siriano è responsabile della morte di 16 civili, tre cui due bambini e una donna; il gruppo terroristico Hay‘at Tahrir al-Sham dell’uccisione di un civile; l’Esercito siriano nazionale (d’opposizione al regime) di tre persone, tra cui una donna e un bambino; le Forze Democratiche Siriane (Unità di Protezione Popolare – YPG) hanno ucciso cinque civili. Inoltre, 77 civili, tra cui 11 bambini e otto donne, sono morti a causa di bombe suicide, mine terrestri e spari di provenienza ignota.

Oltre alla perdita di queste vite innocenti, il cui 45% è localizzato nei governatorati di Deir el-Zor e Aleppo, nel bilancio delle vittime stimato dall’SNHR vi sono anche 12 persone morte per tortura – dieci uccise del regime siriano e due dello YPG – e tre medici.

Questi dati preoccupanti dimostrano che la Siria è un Paese che conta ancora troppe vittime civili, la cui responsabilità maggiore è da imputare al governo, incapace sia di gestire la situazione epidemiologica in modo adeguato sia di erogare servizi essenziali e cure mediche di base alla sua popolazione. La presenza di 1337 vittime e 13 milioni di sfollati indica che la classe dirigente alawita sta fallendo nel garantire un sufficiente livello di protezione ai civili e che antepone le ambizioni personali e le mire espansionistiche alla vita dei suoi cittadini.

Rebus sic stantibus, la comunità internazionale deve intervenire e impegnarsi per garantire una maggiore assistenza umanitaria e provvedere alla fornitura di cure mediche, cibo e servizi essenziali sia nelle aree devastate dal conflitto che nei campi profughi. Inoltre, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe adottare delle misure più efficaci per rendere effettivo il rispetto della risoluzione 2254, che intima ad ogni parte in causa di prendere «tutti i provvedimenti adeguati a proteggere i civili, inclusi i membri delle minoranze etniche e religiose»; «invita le parti a permettere immediatamente l’accesso libero, rapido e sicuro in tutta la Siria alle agenzie umanitarie attraverso le strade più dirette, con effetto immediato, a portare sostegno umanitario a chiunque ne abbia bisogno, in particolare in tutte le aree assediate e difficili da raggiungere, e a liberare tutte le persone illegalmente detenute» e «chiede che tutte le parti cessino immediatamente ogni attacco contro i civili e gli obiettivi civili, inclusi gli attacchi contro strutture e personale medico, e l’uso indiscriminato di armi compresi gli attacchi d’artiglieria e bombardamenti aerei». L’SNHR, invece, chiede una concreta realizzazione sul campo della Responsibility to Protect (R2P) - dottrina afferente al paradigma della Human Security - per la quale la sovranità di uno Stato dipende anche dalla tutela effettiva dei diritti umani fondamentali e dalla garanzia di protezione offerta ai cittadini; pertanto, qualsiasi intervento e missioni internazionale intrapresa ha il dovere di proteggere gli individui e porre fine ai massacri.

 

Per saperne di più:

http://sn4hr.org/wp-content/pdf/english/Extrajudicial_Killing_Claims_the_Lives_of_102_Civilians_including_15_Children_10_Women_Three_Medical_Personnel_and_12_Victims_Due_to_Torture_en.pdf

 

Autore: Antonella Palmiotti

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