La minaccia continua degli attacchi contro le scuole nel Sahel centrale

Una scuola abbandonata in Burkina Faso in seguito all’attacco di un gruppo armato Una scuola abbandonata in Burkina Faso in seguito all’attacco di un gruppo armato © Philip Kleinfeld/TNH

Questo articolo è una presentazione del rapporto del Global Coalition to Protect Education from Attack sugli attacchi contro le scuole nel Sahel centrale

Il Global Coalition to Protect Education from Attack (GPEA) è un’unione di organizzazioni creata nel 2010 per affrontare il problema degli attacchi mirati contro le scuole e altre strutture educative nei conflitti armati. In un rapporto emesso a settembre 2020, il GPEA sottolinea l’impatto negativo di questi attacchi sull’educazione nel Sahel centrale. Oltre a provocare morti e feriti, gli attacchi alle scuole minano l’accesso ad un’istruzione di qualità e hanno conseguenze permanenti sulla pace e sullo sviluppo della regione. 

Secondo il rapporto del GPEA, gli attacchi alle scuole commessi da gruppi armati stanno attualmente aumentando nel Sahel centrale. Nei primi sei mesi del 2020, il GPEA ha registrato oltre 90 attacchi nella regione e i rischi corsi dagli studenti e dal personale scolastico aumenteranno di pari passo con la riapertura delle scuole dopo la pandemia. Il numero di attacchi contro le scuole nel Sahel centrale era già allarmante: tra il 2015 e il 2019, il GPEA ha registrato oltre 430 attacchi a strutture educative. Questi sono  solitamente commessi da gruppi armati antigovernativi contro strutture gestite dal governo e implicano minacce, rapimenti e uccisioni degli insegnanti, oltre al danneggiamento delle strutture. Come riportato da Human Rights Watch, gli studenti si trovano solitamente in aula durante gli attacchi, pur non essendo dei tipici bersagli. Le scuole sono state spesso usate per scopi militari sia da forze statali che non, come mostrato dal rapporto. 

Nonostante le chiusure scolastiche dovute alla pandemia di COVID-19, gli attacchi alle scuole sono proseguiti nella prima metà del 2020. Più nello specifico, tra i paesi del Sahel centrale, il Burkina Faso ha sperimentato il più alto numero di incidenti tra gennaio e luglio, con oltre 40 attacchi. Come sottolinea il rapporto, gli attacchi alle scuole hanno un impatto più pesante sulle donne e sulle ragazze. Infatti, le ragazze vittime di questo genere di attacchi possono dover affrontare gravidanze premature e forzate conseguenti allo stupro, matrimoni forzati e un forte stigma sociale che le frena dal tornare a scuola dopo un attacco. Il rapporto mostra che gli attacchi sono ripresi in concomitanza alle riaperture scolastiche nel Sahel centrale: ad esempio, due scuole secondarie in Niger sono state costrette a chiudere a sole due settimane dalla riapertura dopo aver subito minacce da gruppi armati. Come riportato da fonti locali e internazionali, almeno 18 scuole sono state incendiate in Burkina Faso tra giugno e luglio, subito dopo aver riaperto, mentre 27 scuole medie sono state attaccate in Mali nel solo mese di giugno. Come suggerisce il rapporto, i governi della regione del Sahel centrale dovrebbero comprendere che un numero minore di incidenti registrati non è necessariamente indice di una riduzione dei rischi. 

Il rapporto suggerisce che i governi dovrebbero iniziare a prepararsi ora in vista di un ritorno a scuola sicuro e inclusivo, osservando le caratteristiche degli attacchi verificatisi per imparare dal passato. Ad esempio, i dati mostrano che gli attacchi sono più frequenti all’inizio dell’anno accademico, avendo tra i loro obiettivi quello di scoraggiare l’apertura delle scuole. Al contrario, nessun attacco è stato registrato durante le vacanze scolastiche. Inoltre, i gruppi armati non statali che agiscono nei vari paesi della regione impiegano tattiche simili, il che permette ai governi dei Paesi vicini di cooperare gli uni con gli altri. Perciò, il GPEA raccomanda ai governi, ai donatori e agli attori umanitari di intensificare la cooperazione regionale e l’interscambio di informazioni. Con l’avvicinarsi dell’inizio dell’anno scolastico, ad ottobre 2020, i governi dovrebbero rafforzare le proprie politiche di apprendimento a distanza laddove l’insicurezza impedisce la riapertura scolastica. Gli attori coinvolti dovrebbero finanziare misure appropriate per prevenire e rispondere agli attacchi contro le scuole come piani di sicurezza, valutazioni dei rischi e campagne di informazione. I governi non dovrebbero in nessun caso usare le strutture scolastiche a scopi militari. Infine, il rapporto raccomanda di indagare e perseguire adeguatamente i responsabili degli attacchi. 

 

Per saperne di più:

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Autore: Margherita Curti; Editor: Matteo Consiglio

 

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