La necessità di affrontare le responsabilità per i danni civili

Soldato canadese cura un bambino afgano Soldato canadese cura un bambino afgano © Corporal Robin Mugridge / Task Force Afghanistan Roto 1

Questo articolo è una breve presentazione del position paper di PAX sul ruolo dell’analisi e risposta ai danni subiti dai civili in un conflitto

Nel giugno 2020, l’organizzazione non-governativa (ONG) olandese PAX, che si occupa di protezione dei civili sul campo, ha pubblicato il position paper “Civilian harm tracking, analysis and response. What it is and why it matters”. In questo documento, l’ONG illustra i metodi d’azione e la posizione che il suo Protection of Civilians Program assume nei confronti della rilevazione, comprensione e reazione ai danni subiti dai civili negli attuali scenari di conflitto.

L’evoluzione della guerra negli ultimi anni ha creato conflitti sempre più incentrati sulle zone urbane, che coinvolgono un crescente numero di attori non statali e tecnologie progressivamente più distruttive, rendono i civili l’oggetto di crescenti danni collaterali. Una definizione più ampia di “danno civile” - comprensiva di tutti gli effetti negativi causati dall’uso ostile della forza, dalla violazione integrità dell’individuo alla distruzione dei suoi mezzi di sostentamento – ci permette di comprendere la reale portata delle azioni intraprese dai diversi soggetti. Solo attraverso una comprensione profonda degli effetti dell’azione militare è possibile valutare il costo di tali conflitti sui civili. Per questa ragione, il processo di tracking dei danni è generalmente attuato dall’organizzazione che porta avanti l’intervento militare, per poi implementare modifiche volte a migliorare il proprio operato. Nel rapporto viene evidenziato, però, come gli attori statali coinvolti stiano diventando progressivamente meno trasparenti e responsabili delle proprie modalità d’intervento. La società civile e i media hanno assunto quindi il ruolo di osservatori e gruppi di pressione che, attraverso il monitoraggio, la mediazione e la diffusione di standard e buone pratiche, portano avanti la salvaguardia dei civili. 

I vantaggi derivanti da un processo che integri le ripercussioni sui civili in tutte le fasi di un’operazione sono molteplici. Le procedure di rendicontazione sono talvolta gli unici strumenti in grado di permettere un controllo parlamentare - da parte dei paesi impegnati o ospitanti - sullo svolgimento delle operazioni. Prevedibilmente, la necessità delle organizzazioni militari di rispondere in maniera più capillare ai propri organi di controllo spingerà i contingenti a prestare maggiore attenzione alle proprie azioni ed centri decisionali ad essere più cauti nei processi implementativi. In aggiunta, l’obbligo di riportare i propri errori alla popolazione assistita crea le condizioni per un rapporto più genuino e cooperativo con quest’ultima. Di conseguenza, i civili possono trovare risposte e giustizia per i torti subiti e i contingenti possono riguadagnare credibilità per condurre in maniera strategica il proprio ruolo. 

Infine, PAX enfatizza la necessità di concentrarsi sulla complessa relazione tra le modalità utilizzate dai perpetratori e gli effetti sui civili. Innanzitutto, per una tale comprensione, è necessaria un’accurata conoscenza di base del contesto d’azione e dei tipi di danno inflitti ai civili – a partire dai danni fisici sul breve termine a quelli psicologici sul lungo. In aggiunta, tale contestualizzazione va integrata con una costante raccolta di dati attendibili che permetta un processo decisionale più trasparente, cooperativo ed effettivo. Partendo da questi presupposti, una collaborazione con i diversi attori civili e militari può portare ad una promozione più concreta ed efficace di eventuali politiche ed iniziative nazionali. Complessivamente, un approccio più trasparente, responsabile e attento può permettere di affrontare in modo più effettivo i danni civili nei conflitti.

 

Per saperne di più:

https://reliefweb.int/report/world/civilian-harm-tracking-analysis-and-response-what-it-and-why-it-matters

 

Autore: Matteo Consiglio; Editor: Margherita Curti

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