La guerra contro la scuola in Burkina Faso

 Aula sovraffollata di una scuola primaria in Kaya, regione del Centro Nord, Burkina Faso Aula sovraffollata di una scuola primaria in Kaya, regione del Centro Nord, Burkina Faso © Lauren Seibert/Human Rights Watch

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto “Armed groups attacks against education” in Burkina Faso di Human Rights Watch 

 Il rapporto documenta gli attacchi -presumibilmente di gruppi jihadisti- avvenuti nei confronti degli studenti, degli insegnanti e delle strutture scolastiche tra il 2017 e il 2020 in sei regioni del Burkina Faso. La ricerca di basa su interviste condotte con 177 persone tra cui 74 insegnanti, amministratori scolastici, 35 alunni ed ex studenti, 12 genitori, e altri testimoni degli attacchi, parenti delle vittime, leader delle comunità, esperti, operatori umanitari e forze dell’ordine. 

Nel Burkina Faso l’educazione scolastica si aggiunge ad altre complesse problematiche e difficoltà come la limitata possibilità di accedervi, le poche strutture disponibili, la povertà e l’insufficiente numero di insegnanti -soprattutto nelle aree rurali del Paese. La pandemia e gli attacchi dei gruppi armati hanno peggiorato la situazione, aggiungendo così nuove difficoltà per gli studenti, gli insegnanti e, più in generale, per la società. Gli attacchi hanno decisamente ridotto la qualità dell’insegnamento influenzando anche la preparazione degli alunni per l’esame finale. Ciò ha avuto anche conseguenze psicosociali a lungo termine e generato negli studenti uno stato di paura che li ha portati a ritirarsi dalle scuole. Molti bambini poi, a causa della chiusure delle scuole, sono stati costretti a continuare gli studi iscrivendosi ad altri istituti lontani dalle loro case e così alcuni si ritrovano a percorrere quotidianamente lunghe distanze, mentre altri si sono spostati in altre città insieme ai loro coetanei e vivono senza un membro adulto della loro famiglia. Questo comporta numerosi rischi perché li espone allo sfruttamento, alla violenza e ad altre forme di abuso. Secondo quanto riferito, i minori al di fuori della scuola lavorano nei mercati, svolgono lavori domestici oppure sono impiegati nelle miniere d’oro e nella costruzione di mattoni. Le bambine invece hanno meno possibilità di essere reiscritte a scuola e per questo sono maggiormente esposte al rischio di matrimonio precoci.  

Nel rapporto si fa riferimento all’utilizzo per scopo militare di 10 scuole situate nelle regioni amministrative del Centro Nord e del Sahel nel 2019 da parte dei membri delle Defense and Security Forces (Forces de Défense et de Sécurité, FDS). Tale uso delle infrastrutture scolastiche espone gli edifici al rischio di distruzione o danneggiamento; infatti, almeno quattro scuole sono state attaccate durante o dopo l’occupazione delle forze armate.

Per rispondere alla crisi umanitaria, il governo ha adottato delle importanti misure in linea con la Safe School Declaration, firmata nel 2017. Le iniziative pensate per elaborare una strategia nazionale e un segretariato tecnico “sull’educazione nelle emergenze” hanno riguardato la riallocazione degli insegnanti, la riapertura delle scuole, l’organizzazione di incontri di aggiornamento e l'esonero dai pagamenti scolastici per gli studenti sfollati. Sebbene il piano di risposta alla crisi umanitaria in Burkina Faso soffra ancora a causa dei pochi fondi stanziati, le agenzie umanitarie hanno fornito il loro supporto alle autorità e sostenuto le loro iniziative, come la costruzione di spazi didattici temporanei. Tra i problemi individuati vi sono l’insufficienza di risorse personale e infrastrutture che accettano studenti sfollati; la mancanza di supporto psicologico per gli insegnanti e studenti vittime di attacchi; la situazione di insicurezza in cui si trovano molte strutture scolastiche nelle regioni ad alto rischio; i pochi dati disponibili sugli attacchi e sulle occupazioni militari delle strutture scolastiche. 

Per rispondere a questi problemi, il governo dovrebbe affrontare immediatamente tali questioni e, insieme agli attori e partner umanitari, intensificare la sua risposta ai bisogni identificati. Dovrebbe anche applicare misure concrete per dissuadere dall’uso delle scuole per scopi militari sulla base di quanto fatto da altri Stati dell’Unione Africana e implementare le Guidelines for Protecting Schools and Universities from Military Use during Armed Conflict che il Burkina Faso si è impegnato a rispettare dal 2017. Si invitano invece i gruppi jihadisti a cessare tutti gli attacchi che si possono identificare come crimini di guerra e ad astenersi dal compiere altre violazioni dei diritti umani. Infine si raccomanda al governo di provvedere a garantire l’accesso all’educazione anche nei periodi di insicurezza e a supportare il benessere psicologico dei minori assicurando loro protezione. 

 

Per saperne di più:

https://www.hrw.org/report/2020/05/26/their-war-against-education/armed-group-attacks-teachers-students-and-schools#

 

 

Autore: Mery Ana Farida; Editor: Sara Gorelli; Traduzione: Silvia Luminati

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