L'UNHCR e la sua risposta alla crisi del Sahel in tempi di COVID-19

Un gruppo di rifugiate in Niger è in attesa della distribuzione degli aiuti da parte del personale dell'UNHCR Un gruppo di rifugiate in Niger è in attesa della distribuzione degli aiuti da parte del personale dell'UNHCR © UNHCR/H. Caux.

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto «Crisi del Sahel» dell’UNHCR

Nel giugno 2020, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha pubblicato un rapporto intitolato «Crisi del Sahel - Rispondere ai bisogni urgenti dei rifugiati, degli sfollati interni, dei rimpatriati e di altre persone di competenza» per analizzare le sfide che l'area del Sahel sta affrontando, delle sue attività prioritarie e dei suoi partenariati. Oltre alla situazione molto fragile e insicura di molte regioni saheliane, la pandemia COVID-19 ha chiaramente aggravato la crisi.

Innanzitutto, il rapporto sottolinea come diversi fattori, come l'insicurezza, il cambiamento climatico e l'attuale pandemia, rendano l'ambiente operativo dell'UNHCR molto complicato. L'area del Sahel, infatti, si trova quotidianamente ad affrontare attacchi indiscriminati, per lo più effettuati da gruppi armati regolari e irregolari, tra cui eserciti nazionali, trafficanti e bande criminali, gruppi di insorti contro i civili, ma anche attacchi alle istituzioni statali, in particolare scuole e strutture sanitarie. Questi fattori, uniti ad altre limitazioni strutturali, come la mancanza di infrastrutture stradali, le inondazioni, il terreno accidentato, non solo rendono l'accesso umanitario difficile e rischioso, ma forzano molti a diventare sfollati interni.

L'intervento dell'UNHCR si articola in diversi settori, che garantiscono l'inclusione e la partecipazione delle persone colpite. In primo luogo, l'agenzia delle Nazioni Unite ha recentemente fornito assistenza per il riparo di più di 25.000 famiglie e si è impegnata a distribuire i beni di prima necessità a 16.500 persone entro la fine del mese scorso. Grande attenzione è stata dedicata nel rispondere a fenomeni di sessuale e di genere (SGBV), attuando una strategia globale di prevenzione e risposta che garantisse alle vittime un supporto psicosociale, medico e legale. Inoltre, l'UNHCR ha lavorato a stretto contatto con i governi per sostenere l'educazione dei bambini e dei giovani sfollati, formando gli insegnanti sulle misure di prevenzione e sensibilizzando l'opinione pubblica su COVID-19. Nel contesto dell'attuale pandemia, l'agenzia delle Nazioni Unite aiuta tuttora a mitigarne l’impatto sulle persone sotto la sua protezione, rafforzando i sistemi sanitari nazionali, le strutture e i servizi igienico-sanitari (WASH) nelle aree che ospitano la popolazione sfollata.

Il profondo  impegno dell'UNHCR è dovuto anche all'alto rischio che la regione del Sahel corre, essendo una delle regioni più colpite al mondo dal cambiamento climatico, con la previsione di un aumento della temperatura di 3 gradi Celsius entro il 2050. Così, l'agenzia delle Nazioni Unite, considerando la correlazione tra cambiamento climatico e sfollamento forzato,intraprende azioni per sviluppare la preparazione delle comunità attraverso campagne di informazione di massa, promuovendo e sostenendo parallelamente l'uso di energia pulita da parte delle comunità sfollate e ospitanti.

In Burkina Faso, alla fine di aprile 2020, 848.000 persone sono state sfollate internamente e un totale di 25.000 rifugiati maliani vive nel Paese. L'UNHCR sta contribuendo ad un approccio globale che combini  l’umanitario, di sviluppo ed ill consolidamento della pace. In particolare, lavorerà con il governo del Burkina Faso per trasferire i rifugiati in luoghi più sicuri e per facilitarne il rimpatrio volontario, sostenendo al contempo le autorità di frontiera nell'attuazione di misure sanitarie per prevenire e controllare il contagio da COVID-19.

Inoltre, in Mali sono stati registrati quasi 251.000 sfollati interni (IDPs) dal 1° maggio 2020. L'UNHCR sta affrontando le esigenze di reintegrazione dei rifugiati maliani che ritornano dal Niger e dal Burkina Faso per sfuggire agli attacchi indiscriminati perpetrati nel paese ospitante, ampliando il raggio d'azione e l'assistenza agli sfollati interni e ai rimpatriati, nonché rafforzando il monitoraggio transfrontaliero. Inoltre, proteggerà e assisterà oltre 10.000 rifugiati dal Burkina Faso e 17.000 dal Niger presenti in Mali.

In Niger, sono stati registrati 26.000 nuovi IDPs e 5.000 rifugiati dal gennaio 2020. L'azione dell'UNHCR in risposta alla crisi nelle aree più colpite privilegia la  fornitura di rifugi e beni di prima necessità, l’assistenza alle vittime di violenze sessuali e di genere, il miglioramento del sistema educativo e l’implementazione di interventi eco-sostenibili per affrontare anche il cambiamento climatico.

Il rapporto sottolinea anche il coordinamento e il lavoro di partenariato svolto dall'UNHCR. Più specificamente, l’agenzia interagisce con le organizzazioni nazionali, regionali e umanitarie per affrontare lo sfollamento forzato. In questo senso, gli scopi principali dell'agenzia delle Nazioni Unite sono: creare un collegamento tra il Processo di Bamako e la Strategia Integrata delle Nazioni Unite per il Sahel, cercando il sostegno di altre agenzie delle Nazioni Unite, ONG e partner chiave; continuare ad aprire nuovi uffici per migliorare il coordinamento operativo; assicurare un allineamento di interessi; aumentare la consapevolezza dei bisogni umanitari della regione del Sahel.

Per concludere, l'UNHCR chiede 185,7 milioni di dollari per fornire protezione e assistenza alle popolazioni sfollate in Burkina Faso, Mali, Mauritania e Niger. La somma potrebbe rendere possibile una risposta completa, che includa la copertura  dei piani operativi, le necessità aggiuntive e le attività correlate al COVID-19. Il sostegno finanziario è di fondamentale importanza, in particolare i finanziamenti flessibili, ossia quelli non condizionati o che sono stati stanziati in modo non vincolante, sono il sostegno più prezioso per garantire una risposta sensibile alle i priorità del momento.



Per saperne di più:

https://data2.unhcr.org/en/documents/download/77069 

 

Autore: Barbara Caltabiano; Editor: Gianmarco Italia

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