Armi esplosive e impatto ambientale

Edifici distrutti in Yemen Edifici distrutti in Yemen © EPA

Questo articolo è una breve presentazione del rapporto di Humanitarian Disarmament sull'uso delle armi esplosive nelle aree popolate

Il rapporto presenta il legame tra l'uso di armi esplosive nelle aree popolate, ovvero le città, e l'impatto del loro utilizzo sull'ambiente.

Il rapporto si basa sui dati raccolti da Action on Armed Violence (AOAV),  PAX e Conflict and Environment Observatory (CEOBS).

La dimensione ambientale dei conflitti armati sta ottenendo sempre maggiore attenzione da parte delle Nazioni Unite, in particolare della United Nations Environment Assembly (UNEA), di organizzazioni internazionali come il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) e la Commissione di Diritto Internazionale (CDI), da alcuni Stati e da gruppi della società civile. Tuttavia, questa attenzione non è ancora sufficiente e c'è bisogno di una maggiore sensibilità rispetto al tema all'interno degli studi sul disarmo e delle parti impegnate nei conflitti. I danni ambientali hanno importanti implicazioni per la vita delle popolazioni e proteggere i civili richiede innanzitutto la salvaguardia dell’ambiente in cui vivono. Difatti, l'inquinamento derivante dai conflitti può provocare gravi rischi per la salute dei civili e i danni causati dai combattimenti alle infrastrutture possono ostacolare l'accesso all'acqua potabile, facilitando, ad esempio, la diffusione di malattie trasmissibili. L'ambiente merita una maggiore attenzione anche nella fase di ricostruzione postbellica, poiché può contribuire a creare una società più attenta agli ecosistemi e ad allentare le tensioni per le scarse risorse naturali.

Il rapporto analizza l'impatto specifico delle armi esplosive sull'ambiente, sottolineando la necessità di una raccolta dati sull’argomento più efficace, al fine di comprendere meglio l'impatto ambientale dei conflitti e i conseguenti rischi per i civili. Vi sono, infatti, pochi dati e significative lacune sull'argomento e laddove sono state effettuate ricerche, riguardano casi-studio specifici.

Il termine "armi esplosive" si riferisce a un'ampia categoria di armi che producono esplosioni e frammentazioni intorno al punto di detonazione, mentre "un'area popolata" è ampiamente intesa come un'area ad alta concentrazione di civili. Le "armi esplosive con effetto ad ampio raggio" sono particolarmente pericolose per i civili in quanto hanno un ampio raggio di esplosione e di frammentazione, hanno munizioni multiple, sono imprecise o presentano una combinazione di tutte queste caratteristiche. Le armi esplosive con effetti a largo raggio hanno un'alta probabilità di colpire anche infrastrutture fondamentali, distruggendo ad esempio tubature, generatori, serbatoi d'acqua causando effetti a lungo termine. Secondo i dati di AOAV, tra il 2011 e il 2019, l’uso armi esplosive nelle aree popolate ha provocato il 91% di vittime civili, rispetto al 17% di vittime civili in altre aree.

L'impatto delle attività militari sull'ambiente può essere sia diretto che indiretto. L'uso di armi esplosive nelle aree urbane, che crea grandi quantità di detriti e macerie, producendo inquinamento nell'aria e nel suolo, è considerato principalmente causa di danni diretti all'ambiente. L'impatto sull'ambiente è associato sia alle caratteristiche intrinseche delle armi esplosive sia al contesto delle aree popolate. Un'arma esplosiva produce l’esplosione e la frammentazione intorno al punto di detonazione e, a causa della pressione dell'esplosione, piccole particelle vengono rilasciate nell'aria e inalate dalla popolazione civile o dagli addetti alla bonifica impegnati nella rimozione delle macerie del conflitto. Inoltre, i materiali che costituiscono i detriti delle costruzioni esplose contengono potenzialmente sostanze tossiche come l'amianto o i metalli che vengono inalati e rilasciati nell'ambiente. I danni alle infrastrutture, poi, spesso interessano servizi cruciali per l'igiene e la salute, le cosiddette strutture “Water Sanitation and Health (WASH). Quando nelle aree popolate, inoltre, vi sono siti industriali, gli attacchi possono portare al rilascio nell'ambiente di sostanze chimiche e tossiche. Ci sono anche effetti indiretti associati all'uso di armi esplosive, i quali sono meno visibili, ma più a lungo termine. Quando le armi esplosive vengono utilizzate in città, ad esempio, rischiano di lasciare dietro di sé resti di guerra esplosivi. I residui come il piombo, il mercurio o l'uranio impoverito possono trapelare nel terreno o portare all'esposizione diretta dei civili che lavorano con i rottami metallici militari.

L’International Network on Explosive Weapons (INEW) si è riunito più volte al fine di adottare una dichiarazione politica per evitare l'uso di armi esplosive nelle aree popolate che hanno un impatto diretto e indiretto sui civili e sull’ambiente. Secondo le indicazioni di INEW, tale dichiarazione dovrebbe essere negoziata appena la pandemia di covid-19 subirà un rallentamento.

Il rapporto di Humanitarian Disarmament conclude affermando  che l'impatto ambientale delle armi esplosive a ampio raggio nelle aree popolate, sia esso diretto o indiretto, a breve o a lungo termine, colpisce significativamente la popolazione civile. Pertanto, si esortano gli Stati a includere considerazioni e preoccupazioni di tipo ambientale nelle discussioni, a tutti i livelli, su pace e sicurezza.

 

Per saperne di più:

https://humanitariandisarmament.org/2020/05/29/exploring-environmental-harm-from-explosive-weapons-in-populated-areas/

https://aoav.org.uk/2019/get-aoavs-explosive-violence-data/

http://www.inew.org/declaration-negotiations/

https://ceobs.org/how-does-war-damage-the-environment/

 

Autore: Leyla El Matouni

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