Il contributo dei giovani alla costruzione della pace in Yemen

Giovani partecipano a un workshop di peacebuilding a Taiz, Yemen Giovani partecipano a un workshop di peacebuilding a Taiz, Yemen © Improve Your Society Organisation (IYSO)

Presentazione del rapporto “The situation needs us to be active” di Saferworld

Come dimostrato dal rapporto di Saferworld intitolato “The situation needs us to be active”: Youth Contributions to Peacebuilding in Yemen, i giovani yemeniti stanno fornendo risposte innovative al conflitto in corso.

Il rapporto descrive come il perpetuarsi della guerra civile abbia condotto lo Yemen a divenire teatro di una delle più gravi crisi umanitarie contemporanee. Il testo enfatizza il particolare impatto della crisi sui giovani attivisti yemeniti. Come descritto nelle interviste, i giovani fanno affidamento sulla comunicazione faccia a faccia, per scambiarsi informazioni e organizzare attività. Tuttavia, i continui attacchi aerei e l’uso di armi esplosive limitano notevolmente i movimenti e rappresentano un rischio per la vita stessa dei partecipanti. Da un sondaggio condotto dall’ufficio yemenita della Friedrich-Ebert-Stiftung (FES), solo un terzo dei giovani intervistati ha accesso a internet. Inoltre, gli attivisti devono costantemente far fronte alle minacce formulate contro l’attivismo giovanile da parte di forze di sicurezza, milizie e bande criminali. L’impatto del conflitto sulla salute mentale rappresenta uno dei maggiori ostacoli per i giovani attivisti. Tra gli intervistati, molti soffrono di stress post-traumatico, ansia ed esaurimenti nervosi. Loro stessi hanno sottolineato come questo possa facilmente portarli a perdere la speranza e la capacità di agire.

Nonostante questi ostacoli, il rapporto illustra come i giovani yemeniti siano fortemente convinti dell'importanza del loro contributo e come continuino ad impegnarsi attivamente nel lavoro di costruzione della pace. Si è constatato che la maggior parte degli intervistati si sono allontanati da un’attività apertamente politica e hanno preferito orientare le loro iniziative verso le esigenze della società e delle comunità locali. Uno dei casi studio descrive numerosi campi destinati agli sfollati interni, allestiti e gestiti dai giovani. Un esempio degno di nota è il progetto di un campo d’emergenza per sfollati interni, gestito dalla Marib Dam Foundation, un’organizzazione della società civile guidata da giovani yemeniti. Secondo il rapporto, la fondazione sta sostenendo attualmente 4.500 famiglie a Serwah, Vally, Al-Maghzar, Raghwan and Marib city. I campi forniscono acqua, servizi igienici, lampade solari e materiali per i rifugi d'emergenza. Alcuni vanno anche oltre, fornendo sessioni di supporto psicosociale per i bambini e organizzando raccolte fondi per la ricostruzione delle case degli sfollati. Visto il successo del progetto, anche l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha deciso di stanziare dei fondi in suo favore.

La situazione economica precaria e l’assenza di opportunità lavorative hanno incoraggiato i giovani yemeniti ad essere innovativi nel lancio di nuove iniziative e piccole imprese. Un secondo caso studio si concentra sul progetto “1000 Bakery”: un panificio creato e gestito dai giovani. I ricavati delle vendite vanno oltre il mantenimento dell’attività: sono anche utilizzati per fornire alle famiglie un timbro che permette loro di procurarsi il pane presso rivenditori locali, come drogherie e minimarket, più vicini alle loro abitazioni. Inoltre, le opportunità di lavoro presso il panificio costituiscono per i giovani uomini un’alternativa all’arruolamento nei gruppi armati. Il successo del modello d’impresa del panificio lo ha portato ad essere replicato anche in altre parti del Paese. In ultima analisi, il rapporto sottolinea come questi progetti sappiano rappresentare una valida fonte di sussistenza, creando nuovi mercati all’interno di un’economia devastata dalla guerra civile. Queste iniziative possono offrire alle persone una via più dignitosa e pacifica per guadagnarsi da vivere, gettando le basi per un futuro di pace.

La mediazione locale e la risoluzione dei conflitti da parte dei giovani attivisti sta diventando una risposta comune a particolari questioni legate al conflitto. Per esempio, nel 2015, un gruppo di attivisti di Taiz ha organizzato colloqui con le parti in conflitto, facendo visita a tutti i partiti politici, incontrando gli sceicchi e le personalità pubbliche. Come descritto in prima persona da uno degli attivisti coinvolti, “il nostro obiettivo era quello di fare pressione sui leader dei partiti politici affinché raggiungessero un accordo per aiutare Taiz ad evitare qualsiasi conflitto. Purtroppo, i nostri sforzi non hanno funzionato". Tuttavia, nonostante le battute d'arresto, si sta cercando di fornire ai network di giovani attivisti le competenze necessarie per diventare futuri mediatori. Questo processo prevede l’inclusione di quei giovani che sono stati formati dalle organizzazioni internazionali durante il periodo di transizione, dal 2011 al 2015. Per esempio, ONG internazionali come Saferworld hanno fornito sovvenzioni ad attivisti sparsi in tutto lo Yemen, per condurre programmi di formazione e produrre linee guida per educare i giovani al lavoro di costruzione della pace e della risoluzione dei conflitti.

Il rapporto si conclude raccomandando otto aree su cui gli attori internazionali, governativi e non, dovrebbero concentrarsi al fine di sostenere l’attivismo giovanile in Yemen. Queste includono: finanziamenti rapidi che soddisfino i bisogni più urgenti; una presa di distanza dalle vecchie élite, in modo da focalizzarsi sui giovani; una comprensione più profonda delle dinamiche locali, per evitare di rafforzare fenomeni di marginalizzazione esistenti; una maggiore partecipazione delle giovani donne; piattaforme condivise per i costruttori di pace, specialmente dedicate all’apprendimento tra pari; nuovi mezzi di sussistenza e accesso all’istruzione; sostegno alla salute mentale; modalità di incontro e condivisione che garantiscano la sicurezza dei giovani partecipanti. 

 

Per saperne di più:

https://www.saferworld.org.uk/resources/publications/1241-athe-situation-needs-us-to-be-activea-youth-contributions-to-peacebuilding-in-yemen

https://www.saferworld.org.uk/yemen/yemen

 

Autore: Catherine Gregoire; Editor: Sara Gorelli; Traduzione: Ester Zangrandi

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