Il problema dei “feriti fantasma” nei rapporti sulla violenza esplosiva

Un paramedico siriano soccorre un bambino ferito Un paramedico siriano soccorre un bambino ferito © ABDULMONAM EASSA/AFP/Getty Images

In questo articolo si presenta brevemente il Rapporto “The challenges of conflict reporting – when injuries from explosive weapons don’t make the news”, pubblicato da AOAV in data 29 Luglio 2019.

Secondo l’AOAV (“Action on Armed Violence”) uno dei più grandi problemi nel documentare gli effetti dei conflitti armati, ed in particolare gli effetti degli incidenti dovuti a violenza esplosiva, è che molto spesso i numeri riportati non rendono veramente l’idea del danno generato sulla popolazione civile e combattente. Molto spesso, infatti, si tende a dare unicamente rilievo al numero di decessi, trascurando invece i feriti che però rappresentano nella gran parte dei casi la maggioranza delle vittime. 

Si calcola che nel 2017, di tutti gli incidenti esplosivi su scala globale, il 54% dei feriti civili non sia stato segnalato. Sebbene la cifra sia risultata inferiore  nel 2018 (46%), si parla comunque di numeri molto più grandi rispetto, ad esempio, al 18% del 2011.

Dati alla mano emerge quindi una triste tendenza: negli ultimi anni i ferimenti dovuti a violenza esplosiva non fanno più notizia.

Analizzando i numeri del conflitto siriano si può ben comprendere l’entità della situazione: dal 2011 sono stati riportati nei media anglofoni almeno 5134 incidenti, i quali hanno portato a 33,135 morti e 34,128 ferimenti.

Se già di per sé si potrebbero avere dei dubbi sulla proporzione quasi uguale di morti e feriti, considerando il tipo di incidenti, colpisce come nella maggioranza dei casi con almeno un decesso (es: 77% nel 2012, 81% nel 2018) non siano stato riportato nemmeno un ferito.

Ancora: nel solo mese di maggio 2019 ci sarebbero stati 141 incidenti senza alcun ferimento, nonostante 276 morti.

La crescente mortalità delle armi impiegate o la difficoltà di accesso a un’assistenza sanitaria adeguata potrebbero spiegare la mancata corrispondenza tra numero di morti e di feriti. Tuttavia, è molto più probabile che tutto ciò sia dovuto ad una crescente difficoltà da parte dei giornalisti nell’accedere ai dati e nel riportarli correttamente a mano a mano che il conflitto si fa più sanguinoso e si estende a zone più periferiche.

Su scala globale, l’ipotesi sarebbe peraltro sostenuta dal fatto che la quantità di incidenti non letali riportarti sia decisamente maggiore quando questi sono legati ad autori non statali e l’arma impiegata sia un IED (“dispositivo esplosivo improvvisato”). Questi strumenti vengono infatti impiegati nelle città (dove è più alta la concentrazione di giornalisti) da forze ribelli il cui operato genera normalmente più clamore rispetto ad un intervento governativo su cui, al contrario, potrebbe calare il velo della censura. 

Quanto appena affermato riguardo al clamore della notizia viene infine confermato se si osserva come le percentuali di feriti riportate siano analogamente basse in tutti quei Paesi altrettanto flagellati dalla guerra (es: Yemen) mentre, in zone dove le morti civili non avvengono quotidianamente, i ferimenti vengano riportati in maggior numero, mostrando proporzioni morti/feriti decisamente più verosimili.

Allo stesso modo, sempre secondo l’AOAV, la presenza di feriti tende ad essere oscurata dalla presenza di bambini tra le vittime e trascurata quando gli attacchi sono diretti contro obiettivi militari. 

In conclusione, alla luce di quanto emerge dai dati raccolti, si può dedurre che la segnalazione o meno della presenza di feriti può dipendere da diversi fattori, in alcuni casi addirittura dall’attitudine del fatto a suscitare l’attenzione del pubblico. Ciò che è evidente, però, è che le ripercussioni della violenza esplosiva si estendono ben oltre coloro che vi perdono la vita: riportare pienamente i numeri di tale violenza, senza tralasciare i feriti, deve essere considerato un imperativo (anche e soprattutto morale) fondamentale per meglio conoscere e combattere il fenomeno.

 

 

Per maggiori informazioni, visitare:

https://aoav.org.uk/2019/the-challenges-of-conflict-reporting-when-injuries-from-explosive-weapons-dont-make-the-news/

 

Autore: Federico Rossi

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