Repubblica democratica del Congo

24 ottobre 2018

Le Forze Democratiche Alleate hanno attaccato il sito di un focolaio permanente di ebola nel Congo orientale, bloccando le fasi di contenimento degli interventi.


Il 20-21 ottobre 2018, 15 civili sono stati uccisi nella Repubblica Democratica del Congo (DRC) durante l'attacco dei ribelli, secondo quanto riportato dall'esercito del Congo. Lo scontro è avvenuto nell'epicentro del focolaio di Ebola del DRC, costringendo la breve sospensione degli interventi di contenimento del virus nell'area.

I ribelli associati alle Forze Democratiche Alleate (ADF), facenti parte di un gruppo islamico ribelle con sede in Uganda, hanno attaccato l'esercito congolese e diversi quartieri nel Beni, situati nei pressi del confine ugandese nella provincia del Kivu settentrionale del DRC. La missione di pace delle Nazioni Unite ha accertato che truppe e ribelli si sono aperti il fuoco. Inoltre, l'esercito del Congo ha riportato che 15 civili sono stati uccisi e una decina di bambini sono stati rapiti.

In questo lasso di tempo, un altro gruppo armato ha ucciso due persone. Due operatori sanitari sono stati uccisi dai ribelli Mai Mai, che hanno aperto il fuoco sugli agenti nella città di Butembo, secondo il ministro della salute. Le milizie Mai Mai constano di vari gruppi armati ribelli che si sono formati inizialmente nel 1990 per resistere all'invasione delle forze armate ruandesi. Il ministro ha dichiarato che l'attacco era premeditato, dato che i civili presenti al momento non sono stati presi di mira. Il ministro della salute del DRC l'ha definito un “giorno buio” per tutti coloro che hanno lavorato per contenere il virus.

Questi attacchi hanno fatto seguito a un attacco ADF alla fine di settembre 2018, che ha ucciso oltre 20 persone e ha obbligato la sospensione degli interventi di contenimento del virus per alcuni giorni, compromettendo le operazioni degli operatori sanitari. Tra la settimana dell'8 e del 14 ottobre, almeno 33 persone hanno contratto il virus, 24 delle quali sono morte il 16 ottobre.

Finora, sono stati riportati oltre 200 casi confermati di ebola. Fuori da questi casi, 118 persone sono morte. Il World Health Organization ha dichiarato di essere “seriamente preoccupato” per il focolaio di ebola. In aggiunta, sono stati riportati casi nei pressi del confine ugandese.

 

 

 

Per saperne di più, cliccate sui seguenti link:

https://www.reuters.com/article/us-health-ebola-congo/at-least-14-killed-in-violence-in-eastern-congos-ebola-zone-idUSKCN1MV0S1

https://www.aljazeera.com/news/2018/10/drc-rebels-kill-13-abduct-dozen-children-ebola-epicentre-181021093953689.html

http://time.com/5430745/congo-rebels-attack-ebola-epicenter/

https://www.independent.co.uk/news/world/africa/ebola-outbreak-health-workers-rebels-shot-drc-army-democratic-republic-of-congo-butembo-mai-mai-a8594356.html

https://www.aljazeera.com/news/2018/10/dr-congo-ebola-claims-24-lives-week-181016061932750.html

25 ottobre 2018

L’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha riportato delle situazioni molto preoccupanti sui diritti umani nella Repubblica Democratica del Congo (RDC).


L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) ha valutato i progressi compiuti dalle autorità congolesi per combattere la violenza sessuale e l’impunità, sebbene siano stati compiuti dei progressi, vi è ancora un deterioramento dei diritti umani diffuso per tutto il paese. Infatti vi è stato un aumento significativo delle violazioni dei diritti civili e politici, così come delle libertà fondamentali. L’aumento di queste violazioni, molto probabilmente è dovuto alle elezioni programmate per il prossimo dicembre 2018, elezioni che sono state indette dopo che il Presidente Joseph Kabila si è rifiutato di dimettersi alla scadenza del suo mandato.

L’OHCHR riporta un aumento del 20% sulle violazioni dei diritti umani e degli abusi nella RDC rispetto al precedente periodo segnalato. Oltre il 63% di queste violazioni è stato commesso da membri delle forze armate della RDC. Alcune di queste includono: restrizioni alle libertà civili, così come intimidazioni e violenze nei confronti degli oppositori politici, giornalisti, altri esponenti dei media e attivisti della società civile. L’espansione delle milizie e dei gruppi armati ha anche contribuito all’aumento delle violazioni dei diritti umani. In risposta agli abusi legati alle imminenti elezioni, l’OHCHR ha fatto un richiamo al governo invitandolo a rispettare il diritto di ogni civile a partecipare agli affari pubblici; e di indagare e perseguire chiunque violi, minacci o intimidisca i giornalisti, gli opponenti politici e i difensori dei diritti umani. L’OHCHR ha incoraggiato il governo a prendere tutte le azioni necessarie per aumentare la partecipazione delle donne alla vita e agli affari pubblici; hanno inoltre invitato il governo ad adottare le misure necessarie per proteggere e assistere qualsiasi popolazione di civili che vivono in aree di conflitto armato e di sfollati interni.

Queste raccomandazioni si aggiungono alle precedenti dell’OHCHR al governo Congolese, che chiedevano sforzi per combattere l’impunità per le violenze sessuali. Alcuni progressi sono stati compiuti in quell’area, come il fatto di classificare i casi di stupro come crimini di guerra e crimini contro l’umanità, ma nonostante ciò continua ad esserci un aumento delle violenze sessuali legate al conflitto e motivate da ragioni etniche nelle provincie del Tanganyika a del Kasai.

In risposta a ciò, l’Ufficio dei Diritti Umani Congiunti ha promesso di continuare a sostenere gli sforzi per porre fine all’impunità fornendo supporto tecnico, logistico e finanziario alla RDC per le indagini e il perseguimento delle violazioni dei diritti umani.   

 

 

Per saperne di più visita:

https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G18/247/34/pdf/G1824734.pdf?OpenElement

 

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