Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), almeno 319 agricoltori, tra cui diverse donne e bambini, sono stati uccisi dai combattenti del M23 nel Nord Kivu tra il 9 e il 21 luglio. Si tratta di uno dei bilanci più elevati documentati da quando il gruppo armato è tornato attivo nel 2022.
L’escalation di violenza ha gettato un’ombra sull’accordo di Doha, firmato dal governo della Repubblica Democratica del Congo e dal movimento M23, in cui entrambe le parti si impegnavano a perseguire mezzi pacifici per giungere a un cessate il fuoco. L’intesa, accolta come un possibile punto di svolta per la pace, mirava a risolvere sia le tensioni militari sia le problematiche umanitarie. Volker Türk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha espresso profonda preoccupazione per gli attacchi recenti, chiedendo l’immediata cessazione della violenza contro i civili. Türk ha inoltre sollecitato la ripresa dei negoziati per garantire che gli impegni previsti dall’accordo per il raggiungimento di una pace duratura.
L’assalto del M23 non è stato un episodio isolato. A luglio, l’ONU ha riportato che le Forze Democratiche Alleate (ADF), la Coopérative pour le développement du Congo (CODECO) e le milizie Raia Mutomboki/Wazalendo hanno compiuto attacchi in diverse regioni dell’est della RDC, tra cui Ituri, Sud Kivu e Nord Kivu. All’inizio di luglio, oltre 70 persone sono state uccise in un attacco delle ADF contro una congregazione cristiana nel villaggio di Pikamaibo, in Ituri. Oltre agli omicidi, donne e ragazze sono spesso vittime di violenze sessuali, un abuso che approfondisce la crisi umanitaria che gli esperti considerano tra le più gravi al mondo. Quasi 8 milioni di persone sono sfollate all’interno del paese, il numero più alto mai registrato. Il Programma Alimentare Mondiale (PAM) ha segnalato che almeno 28 milioni di individui sono in condizioni di insicurezza alimentare. Solo nella prima metà del 2025, sono stati registrati 33 attacchi contro operatori sanitari e strutture, portando le infrastrutture sanitarie sull’orlo del collasso.
Il Paese sta affrontando anche le conseguenze di conflitti regionali. Ad esempio, più di 30.000 rifugiati sud sudanesi sono giunti nella provincia di Ituri da aprile, in seguito a un aumento di violenze e omicidi nello Stato di Equatoria Centrale. L’instabilità in corso ha complicato gli sforzi per la pace regionale.
I presidenti del Ruanda, Paul Kagame, e della RDC, Felix Tshisekedi dovrebbero firmare un accordo di pace mediato dal Dipartimento di Stato statunitense nei prossimi mesi. Nel frattempo, alcuni dettagli devono ancora essere chiariti, così come i termini di un accordo separato su questioni economiche. Dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha affermato di aver ottenuto accesso alle risorse minerarie del Congo, Tshisekedi ha dichiarato di aver discusso di tale accordo con l’inviato statunitense Massad Boulos. Boulos ha definito il ripristino dell’autorità governativa nell’est del Congo come una clausola centrale dell’accordo.
Türk ha esortato tutti i soggetti coinvolti a garantire che i dettagli dell’accordo vengano attuati rapidamente, per assicurare sicurezza, protezione e veri progressi per i civili nella RDC.
Per saperne di più:
- https://news.un.org/en/story/2025/08/1165586
- https://www.aljazeera.com/news/2025/8/6/m23-rebels-killed-319-civilians-in-east-dr-congo-in-july-un-says
- https://news.un.org/en/story/2025/07/1165441




